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Viaggi e Crowdfunding: Una realtà condivisibile o sono tutti mendicanti?

Diverse volte siamo stati coinvolti in discussioni riguardanti le virtù e le insidie che riguardano il fenomeno dei finanziamenti di massa, il Crowdfunding. Ogni volta che si inizia a parlare di questo argomento è facile che salti fuori qualche diatriba, ma credeteci, è difficile immaginare quanto le persone la pensino diversamente riguardo questo tema. Per quanto ci riguarda il fatto che quando si parla di questo argomento le opinioni oltre che essere differenti, possono essere anche estreme lo abbiamo avuto ben chiaro quando su Facebook abbiamo letto un post dove qualcuno ha scritto: “Odio i finanziamenti di massa – è come chiedere l’elemosina“.

A parte questa severa valutazione, non c’è dubbio che il finanziamento di massa sia ormai diventando una nuova forza nella finanza globale. Kickstarter, la più grande piattaforma di crowdfunding al mondo, ha raccolto oltre 1.5 milioni di dollari dal 2010. Il successo di Kickstarter ha a sua volta accelerato la nascita di altre piattaforme e questo a volte rende l’argomento ancora più effervescente a causa della confusione che si è creata a riguardo.

Ma torniamo a noi: E’ giusto o sbagliato pensare al crowdfunding quando si vuole mettere insieme il budget necessario all’organizzazione di un viaggio? Per molti viaggiatori – e non solo viaggiatori – la sola idea di chiedere ad estranei fondi per i propri viaggi non è solo spregevole, è addirittura scandalosa.

Noi come la pensiamo? Ragioniamoci sopra.

Andiamo a guardare uno dei diversi siti che si trovano on-line dove è possibile chiedere il finanziamento del proprio viaggio, FoundMyTravel. Questo è anche uno dei siti spesso utilizzato dai partecipanti del Mongol Rally, un viaggio a bordo dei veicoli più disparati e che ha come destinazione finale la Mongolia. FoundMyTravel scrive sulla sua home page la frase: Fondi per magnifiche esperienze di viaggio. Continuando la lettura tra le pagine del sito troviamo anche scritto: aiutiamo i viaggiatori a presentare le loro idee per viaggi o spedizioni straordinarie e quindi a raccogliere fondi per realizzarle. I progetti possono essere sostenuti da persone ispirate dal progetto o sponsor in cerca di opportunità di marketing o brand awareness. Per spiegarlo, i membri di FoundMyTravel che desiderano raccogliere fondi per i loro viaggi, devono presentare il loro progetto in modo convincente se sperano di ottenere qualcosa. Il progetto di viaggio deve essere, nelle parole di FoundMyTravel, straordinario. Sembra abbastanza semplice. Mettendoci nei panni dei possibili donatori saremmo meno propensi a donare qualcosa per finanziare la vacanza in famiglia del Sig.Rossi a Disneyland, ma potremmo dare qualche soldo al ragazzo che spera di percorrere la BAM Road per effettuare un reportage fotografico.  Chissà, forse Canon nominerà questo ragazzo meritevole di una piena sponsorizzazione. Guardandolo da questo punto di vista FoundMyTravel è semplicemente il punto d’incontro per chi ha grandi – e vere – idee di viaggio e chi ha un po ‘di soldi da condividere. La loro unione non è forzata, ma totalmente organica. Se un progetto non è attraente per il collettivo, è banale e privo di significato, non riceverà un soldo, viceversa se chi ha avuto l’idea è bravo, è pieno di iniziativa e lavora sodo potrebbe avere qualche risultato. Insomma alla fine sono le persone con le idee ad essere premiate, non chi le idee non le ha.

Possiamo considerare questo sistema un incontro tra mendicanti e ciarlatani? Non ci sembra così.

FoundMyTravel o altre organizzazioni come questa hanno in qualche modo qualcosa in comune con organizzazioni come la Royal Geographic Society. Ogni anno, RGS spende decine di migliaia di Euro per finanziare progetti di viaggio che ritengono degni di nota. RGS è di per sé finanziato tramite quote associative individuali. Mentre FoundMyTravel è gratuito, l’iscrizione a RGS costa minimo 200 Euro. Senza considerare che pur essendo iscritto a RGS non avrai la possibilità di decidere quali progetti di viaggio riceveranno una parte dei soldi che abbiamo pagato per l’iscrizione.

Se guardiamo ai viaggi più significativi nel corso della storia ne troviamo pochissimi che sono stati finanziati in modo indipendente. In effetti, molte delle nostre figure leggendarie del mondo delle esplorazioni sono state finanziate per tutta la vita da organizzazioni come la RGS. Shakelton, Livingstone, Stanley e tanti altri esploratori non sarebbero andati molto lontano senza il finanziamento di qualcuno. Cristoforo Colombo non comprò il Santa Maria con i soldi raccolti in un salvadanaio, ma il suo FoundMyTravel furono Isabella e Ferdinando. Hillary non ha finanziato con le sue tasche la sua spedizione sull’Everest, Shackleton aveva raramente qualche soldo in tasca. Questi viaggiatori ed esploratori sono stati finanziati, ma per questo le loro imprese non sono meno significative per via del fatto che i soldi provenivano da donazioni.

Aggiungendo complessità a questa discussione possiamo dire che i viaggiatori cercano di crearsi la propria comunità. C’è un motivo per cui i viaggiatori scrivono blog, caricano foto su album fotografici e social network. C’è un motivo per cui partecipano a proiezioni di diapositive, si riuniscono in forum e passano delle ore attorno ad un falò. I viaggiatori si legano grazie alle esperienze condivise e si sostengono così a vicenda. Tanti sono i legami che si sono creati tra viaggiatori grazie alle piattaforme Internet di qualsiasi tipo. Quanti di noi hanno aperto la porta a un viaggiatore? Quanti di noi sono stati accolti in una casa, preparato un pasto caldo e donato un posto dove dormire? Questi possono non essere investimenti monetari diretti, ma sono comunque contributi rivolti ai viaggiatori e che consentono a molti di questi di proseguire il loro viaggio.

Alla fine tutti avranno la propria opinione sui viaggi finanziati da piattaforme di crowdfunding. Più ci pensiamo e più ci piace il concetto – se il viaggio proposto ha qualcosa da dire, se doniamo qualche Euro in un progetto, non stiamo solo sostenendo un viaggiatore specifico, ma lo spirito del viaggio stesso. Oppure, se guardiamo al progetto considerando semplicemente l’eventuale ritorno dovuto alla nostra donazione, forse riceveremo qualche Euro di intrattenimento attraverso il blog o il canale Youtube del viaggiatore in questione!

I viaggiatori hanno sempre aiutato i viaggiatori e forse questo è il punto di forza del crowdfunding. Per coloro che sono disposti a dare, forse c’è un ritorno su quell’investimento che non può essere facilmente quantificato. Per coloro che sono contrari al crowdfunding, non c’è nemmeno l’obbligo di partecipare. Se i viaggi proposti da qualcuno sembrano delle banali vacanze, si può benissimo passare oltre.

A chi invece ha posizioni estremamente negative riguardo al crowdfunding auguriamo di non capitare mai nella situazione di godere di qualche utile prodotto che magari ha avuto successo tramite Kickstarter, chi può saperlo potrebbe essere una birra o magari l’ultimo gadget indispensabile per il suo Iphone.

 

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