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Test e configurazione del nostro Inverter Victron Energy Quattro 24/5000/120

Come abbiamo scritto molte volte uno degli elementi più importanti sul nostro camion è l’Inverter, che nel nostro caso è un Victron Energy Quattro 24/5000/120-100/100 

In questo articolo spiegheremo perché abbiamo deciso di utilizzare questo particolare Inverter e riassumeremo brevemente come l’abbiamo cablato. Daremo poi una breve introduzione al metodo di configurazione del software e infine vi mostreremo qualche dato relativo al suo funzionamento.

La scelta del nostro Inverter

Dopo aver deciso una configurazione a 24V per il nostro banco batterie Victron Energy al GEL, che è composto da 8 elementi da 220 Ah ciascuno, abbiamo dovuto selezionare un Inverter appropriato. Come avevamo scritto in un altro articolo (leggi qui) c’erano tante opzioni, così per la nostra scelta abbiamo deciso di fare un elenco delle caratteristiche che per noi era fondamentale avere a bordo. Dobbiamo ribadirlo, questa parte del nostro equipaggiamento è il cuore del nostro sistema elettrico, quindi bisogna rendersi conto che difficilmente si può andare al risparmio su questo oggetto. Altra cosa fondamentale è comprendere che l’Inverter diventa una parte integrante di un sistema composto anche da altri elementi e quindi è bene che questi siano in grado di comunicare. Ecco di seguito alcuni dei criteri su cui abbiamo ragionato:

  • Affidabilità e longevità di utilizzo
  • Almeno 5000 Watt di potenza (leggi sotto perché)
  • Caricabatterie integrato eventualmente in grado di supportare batterie al litio (per un eventuale upgrade futuro).
  • Alta efficienza energetica
  • Eventuale possibilità di ampliamento della potenza (due Inverter in parallelo)
  • Controllo remoto
  • Integrazione con MPPT e sistemi di ricarica alternativi
  • Integrazione con generatore di corrente a benzina o diesel
  • Possibilità di caricare una batteria aggiuntiva (avviamento)
  • Possibilità di essere integrato in un impianto domotico
  • Due uscite a 220 Volt separate

Prima di procedere alla scelta abbiamo navigato su internet e letto decine di pacchetti informativi. Abbiamo viaggiato a lungo tra negozianti e fiere e toccato con mano diversi prodotti di differenti marche, tra cui Mastervolt, Xantarex e Schneider Electrics. Abbiamo guardato tutorial su YouTube ma sopratutto ci siamo confrontati con altri viaggiatori e installatori di componenti professionali arrivando alla fine senza troppa difficoltà alla nostra conclusione.

Victron Energy Quattro 24/5000/120

Abbiamo scelto Victron Energy. Le caratteristiche di cui avevamo bisogno (elencate sopra) ci hanno fatto restringere la ricerca verso il prodotto che alla fine abbiamo acquistato, il 24/5000/120.

Quanto più abbiamo studiato su questo Inverter, tanto più eravamo convinti che sarebbe stata l’accoppiamento perfetto per le nostre batterie al GEL.

Tutte le caratteristiche che cercavamo erano presenti, ma dobbiamo dire che iniziando a studiare il manuale abbiamo iniziato a scoprire aspetti di questo oggetto che non avevamo considerato e che invece dopo un’attenta analisi abbiamo reputato utili o addirittura fondamentali.

Nella figura qui sotto potete vedere un esempio di cablaggio del Victron Energy Quattro. Si notano subito i due ingressi differenziati, quello del generatore e quello della rete elettrica e le due uscite, quello per i carichi primari (disponibili sempre) e quello per i carichi secondari (disponibili solo quando la rete è connessa). Per le altre funzionalità presenti in questa immagine vi consigliamo di proseguire nella lettura.

Esempio di cablaggio del Victron Energy Quattro (fonte sito Victron)

Victron Energy Quattro 24/5000/120 analisi e caratteristiche

Valutiamo la qualità di costruzione

Questo Inverter Victron appare decisamente robusto. Pesa circa 30 kg e presenta una scocca completamente in alluminio davvero molto spessa. Per l’utilizzo su un veicolo che deve sopportare vibrazioni importanti inoltre è interessante notare che tutti i componenti elettronici dell’Inverter sono sigillati con resina e i terminali per le connessioni elettriche sono tutti molto robusti. Già guardando solo la parte esteriore dell’Inverter e confrontandola con quella dei concorrenti ci sembra a prima vista un prodotto costruito con pochi fronzoli estetici, pensato per durare anche in ambienti ostili e con un tocco di professionalità data dai Led e il pulsante di accensione evidentemente robusti.

Potenza di uscita

5000 watt sono decisamente un bel po’ di energia che per noi è necessaria al fine di utilizzare principalmente il forno elettrico, la piastra ad induzione e la lavatrice con asciugatrice. La potenza massima in uscita da questo Inverter è di 10.000 Watt (per un breve periodo di tempo) che è una potenza necessaria per gestire i picchi di carico che potremmo avere utilizzando ad esempio una saldatrice per effettuare le riparazioni sul camion. Tecnicamente parlando c’è un dato importante di questo Inverter che ci fa capire la serietà dell’azienda che lo produce, ovvero che  la massima potenza di 10.000 Watt. Questa potenza viene indicato sul datasheet che viene raggiunta ad una temperatura ideale di 25 gradi centigradi. Dovete sapere che la potenza massima di tutti gli Inverter dipende dalla temperatura ambiente, ma Victron è stato uno dei pochi a documentare esplicitamente questa limitazione e ciò significa trasparenza e consapevolezza dell’efficenza del proprio prodotto da parte di Victron. Grazie a questi dati abbiamo potuto constatare che fino ad una temperatura di 65° centigradi potremmo ottenere 3000 Watt, sufficienti ad alimentare i nostri apparati. Molti utilizzatori di Inverter non ragionano su questi dati, lavorando invece solo sui parametri di targa, ed è per questo che poi ci si possono trovare ad avere problemi.

Caricabatterie completamente programmabile

Come dicevamo ciò che ci interessava avere era un Inverter con integrato anche il caricabatterie e questa è una delle funzionalità del nostro Quattro. Il caricabatterie è completamente programmabile con diversi profili per batterie comuni tra cui Piombo, GEL, AGM e inclusa un’opzione per batterie al litio. Il Quattro inoltre presenta una seconda uscita che consente di caricare anche la batteria d’avviamento del camper cosa molto interessante qualora si effettuino soste prolungate.

Alta efficienza

L’Inverter Victron nasce per utilizzi in cui ogni singolo Watt di energia è estremamente importante ed è per questo che produce apparati ad altissima efficenza. Il Quattro 24/5000/100 è dichiarato (e lo abbiamo provato) con un’incredibile efficienza del 94%, con un assorbimento di soli 25 Watt quando inattivo.

Potenziamento della capacità in entrata

Molti sottovalutano questo aspetto, ma per un utilizzo in un camper è davvero molto interessante. Il Quattro ha la capacità di integrare la capacità di alimentazione di corrente a 220Volt in entrata. In termini pratici, ciò significa che se i carichi di alimentazione a bordo superano la potenza in ingresso disponibile (alimentazione da terra o generatore), il Quattro prenderà corrente dalla batteria per garantire che tutto funzioni come dovrebbe. Una volta che il carico si spegne, il caricabatterie del Quattro preleverà energia in ingresso e continuerà a caricare le batterie. Dobbiamo sapere che molti campeggi o aree di sosta hanno torrette di alimentazioni di capacità limitata. Accendendo un condizionatore o la nostra piastra ad induzione potremmo rischiare di superare tale capacità e senza le caratteristiche del Quattro rischieremmo di far saltare i magneto-termici  della torretta non potendo utilizzarne la corrente in ingresso.

Controllo remoto

Il Quattro, il color contro GX e l’interfaccia di monitoraggio che si può utilizzare tramite il cellulare

Victron Energy offre un ottimo sistema che si integra con tutti i suoi componenti alla centrale di controllo Color Control GX. Come anticipavamo per noi questo era fondamentale non solo per controllare da remoto l’apparato, ma per fa si che questo convivesse nel modo migliore con gli altri sistemi fondamentali che abbiamo a bordo come ad esempio gli MPPT e la ricarica da alternatore. Il Color Control GX Questo fornisce una panoramica dettagliata di ciò che sta accadendo su tutti gli impianti a bordo. Visualizza graficamente lo stato di carica della batteria, quanta energia viene consumata e da dove viene consumata nonché quanta energia solare viene raccolta. Il Color Color Control GX consente inoltre il controllo remoto degli altri componenti Victron collegati come gli MPPT e il BMV. Questo inoltre è stato integrato nel nostro impianto domotico. Da non dimenticare la possibilità di accedere remotamente al portale Victron Remote Management (VRM) che consente la visualizzazione tramite la rete Internet di tutte  le informazioni provenienti dagli apparati a bordo quando si è in qualsiasi parte del mondo.

Altre considerazioni

Una piacevole sorpresa è stata come Victron sia aperta ad integrazioni con ambienti opensource. Avendo infatti intenzione di integrare tutto il nostro impianto con un sistema domotico di controllo delle funzionalità abbiamo particolarmente gradito la possibilità di trovare in rete nel repository GitHub il codice necessario per integrarci con vari componenti.

Cablaggio dell’Inverter

Il Victron Energy Quattro è chiamato così perché contiene due ingressi più due uscite A/C. Ciò rende possibile la configurazione di ingressi e uscite prioritari e secondari nonché la semplificazione del cablaggio. Volete sapere quali sono i vantaggi di questa configurazione? Continua a leggere.

Vantaggi di avere due ingressi A/C

Molti Inverter sono dotati di un solo ingresso A/C, soprattutto se sono Inverter/caricabatterie. Perché qualcuno dovrebbe averne due?  Normalmente il primo input è usato per l’alimentazione da terra, mentre il secondo può essere utilizzato per prelevare corrente da un generatore. La maggior parte dei grossi camper sono dotati di un generatore e senza un secondo ingresso all’Inverter sarebbe necessario “collegare” il connettore di alimentazione della banchina al generatore. Avere due ingressi A/C gestiti in modo computerizzato semplifica il cablaggio e consente al Victron di dare la priorità alla fornitura di energia da più fonti. Questo è uno dei motivi per cui abbiamo scelto il Quattro e non il Multiplus di Victron Energy per quanto riguarda il nostro Inverter principale, proprio perchè il secondo non dispone di due ingressi A/C ma di uno solo.

Vantaggi di avere due uscite A/C

Allo stesso modo, avere due uscite A/C può essere altrettanto conveniente. Come mai? Si consideri il seguente scenario. Molti proprietari di camper dispongono di apparecchi elettrici che desiderano essere alimentati solo quando sono a terra o quando sono collegati al generatore, prendiamo ad esempio scaldabagni elettrici, forni, sistemi di aria condizionata. Realizzare una suddivisione di questo tipo senza avere due uscite sull’Inverter richiede circuiti complicati. Questo è esattamente ciò per cui è progettata la seconda uscita A/C sul Quattro. Questa avrà energia solo quando è presente in ingresso A/C una fonte di energia e non è quindi necessario l’utilizzo di commutatori costosi e complicati.

Cablaggio della batteria

Naturalmente, per funzionare l’Inverter deve essere collegato a una batteria. Questo viene fatto attraverso quattro terminali decisamente ben dimensionati, cosa che fa venir da ridere quando si vedono gli stessi terminali di altri competitor. Questo è uno dei motivi per cui ci sono quattro terminali e non solo due. Perchè? Perché questi Inverter sono sia progettati con la possibilità di funzionare in configurazioni parallele, ovvero ne potete collegare due per raddoppiarne la capacità, ma anche perchè potreste usare due cavi di grossa sezione per dimezzare la resistenza del cavo verso la batteria (più la sezione è grande e più la resistenza è minore).

Connessione verso dispositivi di configurazione e monitoraggio

l’interfaccia MK3 serve per connettere il PC al Quattro e configurare tutti i parametri di funzionamento dell’inverter e del caricabatterie

Affinché Victron Quattro parli con il Color Control GX, si può utilizzare un semplice cavo di rete collegato all’interfaccia VE.Bus del dispositivo. La stessa interfaccia viene utilizzata per collegare il Quattro al PC utilizzando l’interfaccia MK3USB. Questa connessione consente la configurazione di tutti i parametri di funzionamento del Quattro utilizzando il software VEConfigure

Monitor temperatura del banco batterie servizi

Sensore di temperatura in dotazione

Il Victron Energy Quattro viene fornito con un sensori di temperatura tramite il quale il dispositivo è in grado di effettuare la compensazione di carica. Questa funzionalità è molto importante al fine di modificare i parametri di voltaggio utilizzati dal caricabatterie nelle varie fasi di carica. Il sensore, che è specifico per il Quattro (o il cugino Multiplus) si installa molto semplicemente attestandolo ai due connettori specifici presenti sull’apparecchio e su un polo della batteria. Sfortunatamente non abbiamo trovato il modo di visualizzare la temperatura rilevata da questo sensore tramite l’interfaccia del Color Control GX.

Configurazione del software

Da questa schermata del software VEConfigure è possibile vedere alcuni parametri di configurazione del banco batterie

Come descritto sopra la configurazione del Victron richiede un cavo speciale per il collegamento a un PC. Questo cavo è chiamato MK3-USB o MK2-USB. L’altro lato del cavo utilizza un cavo di rete Cat 5 per connettersi ai connettori di rete VE.Bus presenti sull’Inverter (non è necessario un cavo incrociato). Il software fornito si chiama VEConfigure

Una volta installato il software sul PC e aggiornato tutti i driver corretti, basta collegare l’interfaccia e accendere l’Inverter. A questo punto, bisogna selezionare la porta seriale COM virtuale dal menu e il software si connette all’Inverter. Una volta scaricati tutti i parametri dall’Inverter, il VEConfigure mostra  alcuni parametri di vita dell’Inverter come ad esempio equale potenza sta consumando o sta ricevendo dalla rete.

All’interno del software, siamo in grado di impostare i limiti di alimentazione A/C, gli allarmi di bassa tensione e le soglie di spegnimento, nonché dopo aver configurato la capacità totale del banco possiamo impostare il profilo corretto per il caricabatterie (AGM, Litio, GEL). Dopo aver inserito tutte le impostazioni corrette bisogna semplicemente premere il pulsante per inviare le configurazioni all’Inverter. Il software è molto facile da usare e da navigare anche se presenta molteplici configurazioni personalizzate di cui è bene studiare bene il funzionamento prima di modificarle.

Prima esperienza di ricarica e utilizzo batterie

Le nostre batterie sono rimaste inutilizzate per diversi mesi durante l’allestimento del camion e sorprendentemente la tensione delle celle è rimasta esattamente la stessa del primo giorno in cui le abbiamo ricevute (vi ricordiamo che si tratta di batterie al GEL Victron Energy da 220 Ah). Quando abbiamo finito di installare il nostro impianto abbiamo quindi pensato di metterle alla prova insieme all’Inverter.

A bordo avevamo il nostro forno con un consumo massimo di 3500 Watt , il che significa un assorbimento a 24 volt di 145 Ampere circa. Ci è sembrato il test giusto per verificare che tutto funzionasse a dovere. Il risultato è stato che abbiamo cotto la nostra prima pizza a bordo del camper, dichiarando il test perfettamente riuscito. Il test è durato circa 25 minuti, constatando un consumo finale di circa 70 Ampere. 

Eravamo finalmente pronti a caricare le batterie. Il caricabatterie del nostro Victron 24/5000/120 è completamente programmabile ed è in grado di fornire fino a 120 Amp alle batterie. Come la maggior parte dei caricabatterie moderni di fascia alta il Victron carica le batterie gradualmente a fasi. Queste fasi sono bulk, absorption e float. Gli stadi servono ad effettuare una carica corretta delle batterie adattandosi alle differenti caratteristiche delle stesse. Il Victron aggiunge poi una quarta fase, la Storage che viene mantenuta a batterie completamente cariche per non sovraccaricare le batterie.

Grafico della modalità di ricarica intelligente di un caricabatterie Victron Energy

Il test di ricarica ci ha mostrato che prelevando circa 2800 Watt dalla rete abbiamo ricaricato le batterie in circa 30 minuti, momento in cui l’Inverter è passato in modalità float immettendo circa 4 ampere nelle batterie per circa due ore, dopodiché è passato in modalità storage.

Costo

Questo Inverter è indiscutibilmente piuttosto costoso, dato che il suo prezzo è di circa 3200 Euro secondo il listino ufficiale Victron Energy. Tuttavia è possibile risparmiare qualcosa cercando le offerte di vari rivenditori on-line ma torniamo a dire che riteniamo il suo costo assolutamente giustificato per l’utilizzo che ne può e ne deve essere fatto.

Considerazioni finali

Attualmente siamo più che contenti della scelta del Victron Quattro 24/5000/120. Il processo di installazione e configurazione è abbastanza semplice, anche se vi consigliamo di leggere attentamente tutto il manuale (scaricalo qui) al fine di trovare le configurazioni ideali per il vostro banco batterie. Dal momento della prima accensione e quindi dal giorno del test di cottura della pizza di cui abbiamo parlato, ad oggi dopo due anni di utilizzo, l’Inverter ha fatto esattamente quello che doveva fare, ovvero darci l’energia di cui necessitavamo. Da quando lo abbiamo acquistato abbiamo effettuato due volte l’aggiornamento del software, andando a beneficiare ogni volta di nuove funzionalità. Questo è possibile per via del fatto che Victron Energy e tutto l’ecosistema che vi gira attorno (tra cui blog e portale per il download del software) sono assolutamente il top dal punto di vista degli aggiornamenti e della serietà con cui vengono seguiti. 

In questo periodo stiamo per installare un secondo Inverter da utilizzare come backup e come fonte aggiuntiva per i consumi esterni e naturalmente non potevamo che scegliere un altro prodotto Victron Energy, questa volta un Multiplus 24/3000/70. Per vedere il risultato di questo upgrade vi consigliamo di tenere d’occhio il nostro blog.

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3 comments

  1. Bellissimo articolo. Sino a metà lettura mi stavo chiedendo “perché così tanti kW,” ma poi l ho capito. La temperatura, non pensavo che potesse compromettere le prestazioni di un inverter. Comunque anche il prezzo non è malvagio. Dato che un inverter da 3 kW di quelli classici, di buona manifattura, costano quasi 600 €, ma di tutti altro uso. Voi avete una casa.

  2. FIGATA!!!!
    MA E’ POSSIBILE SCRIVERTI PER MAIL
    GRAZIE CIAO
    MARCO

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