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Lunfardo: come gli italiani hanno influenzato un dialetto sudamericano e non solo

Gli argentini sono un popolo molto espressivo, sia che si tratti della passione tra amanti, dei litigi o nei numerosi contrasti che possono nascere nel traffico. Uno dei modi in cui gli argentini si esprimono meglio è attraverso il linguaggio, infatti hanno un gergo locale colorato e talvolta divertente. Come sappiamo noi italiani abbiamo portato molto a questa splendida terra, e tra le tante tradizioni abbiamo portato anche un linguaggio diventato un dialetto tradizionale chiamato lunfardo. Da Italiani in viaggio in Sud America non potevamo non notare questa interessante caratteristica del linguaggio, nata in una specifica regione ma poi diffusasi grazie al tango. Ecco perché in Argentina per noi italiani è facile sentirsi a casa, vediamo insieme come gli abbiamo influito e perché.

In Argentina, come in molti altri paesi del Sud America, lo spagnolo è la lingua nazionale. Ciò è dovuto alla colonizzazione del Sud America da parte della Spagna nel 16 ° secolo, ma lo spagnolo argentino si è trasformato in qualcosa di differente a causa della notevole influenza degli immigrati italiani che arrivarono sulle coste dell’Argentina alla fine del XIX secolo. A causa di tutto ciò, lo spagnolo argentino è, in effetti, abbastanza diverso da quello degli altri paesi del continente.

Lo spagnolo in Argentina si chiama “Castellano”, e ci sono una serie di cose che lo distinguono dagli altri dialetti locali. Alcune delle principali differenze tra Argentino Castellano e spagnolo in Messico, Colombia o Cile sono l’uso di “vos” invece di “tu” per la seconda persona singolare, questo può essere difficile da capire se si ha imparato il generico spagnolo. Un’altra grande differenza è la pronuncia della doppia L e Y come un suono più J o SH – quindi per esempio, “playa” (spiaggia) suonerebbe come “pla-sha”, o “calle” suona come “ca-she”.

Viaggiando ci è capitato spesso di discutere con stranieri che riconoscevano negli italiani la capacità di parlare a gesti. E’ un dato di fatto, è vero. Dobbiamo dire che questo caratteristico modo di accompagnare le parole con il proprio corpo si è tramandato anche in Argentina, infatti anche qui i gesti aggiungono una natura espressiva ai discorsi. Quest’usanza tipicamente italiana è facile da percepire appena si mette piede nel paese.

Ma una delle influenze linguistiche più importanti che l’Italia ha avuto sull’Argentina è lo sviluppo di un gergo locale, il lunfardo. Il Lunfardo è Argentino, ed intendiamoci subito, non si tratta di parolacce o volgarità, ma principalmente di parole native che sono state incorporate nel vocabolario locale. Queste parole non si possono sentire in nessuna altra parte dell’America Latina. Gli immigrati italiani hanno sviluppato il loro modo particolare di parlare quando hanno dovuto adattare la loro lingua madre allo spagnolo a cui si stavano affacciando. Questo melange di lingue ha dato luogo ad un particolare tipo di dialetto inizialmente noto come “rio-platense” ovvero “del Rio de la Plata”, il fiume che separa l’Argentina dall’Uruguay e su cui si affaccia Buenos Aires. Questo dialetto si sviluppo’ e divenne noto come lunfardo.

Oltre alle parole italiane che sono state importate direttamente nel gergo argentino, come, ciao (scritto ‘chau’ in Argentina), per dire addio, ci sono una miriade di parole lunfardo a cui è facile attribuire le radice italiana. La parola mina, comunemente usata per riferirsi a una donna, deriva dalla parola italiana “femmina”, il verbo “laburar”, che significa “lavorare” e derivato dalla parola “lavorare”, è spesso usato al posto del verbo trabajar . Fiaca, usata per descrivere uno stato di pigrizia, deriva dalla parola italiana “fiacco”.

A causa della sua connessione con gli immigrati italiani che arrivarono nel porto di La Boca nel 1880, il lunfardo era originariamente associato alle classi inferiori, tipicamente i criminali, ed era spesso utilizzato per i testi delle canzoni di tango. Ecco quindi che quando il tango si diffuse in tutto il paese anche il lunfardo lo seguì di pari passo.  La parola lunfardo si riferisce alla nostra regione Lombardia, da cui provenivano molti degli immigrati. Sebbene il lunfardo sia comune in tutta l’Argentina, è strettamente associato ai portenos di Buenos Aires. Il Lunfardo ha anche una particolarità chiamata “versi”, che è un gioco di parole della parola “reves”, che significa indietro. La stranezza sta nel fatto che si invertono le sillabe per costruire il lunfardo, come “tango” diventa “gotan”.

Ecco alcuni esempi di lunfardo che è possibile ascoltare quando si entra in Argentina.

  • Laburo: da “lavoro” in italiano
  • Facha: sembra prevenire dalla parola italiana “faccia”
  • Fiaca: pigrizia – dall’italiana “fiacca”
  • Morfar:  ovvero mangiare deriva dall’italiano “morfa”
  • Pibe / a: ragazzo / ragazza – dall’italiano “pivetto”
  • Guita: soldi
  • Luca: 1000 pesos
  • Mango: un peso argentino
  • Mina: donna

Ma non abbiamo portato solo un dialetto, infatti se pur molti associano all’Argentina con la famosa e squisita carne nella nostra ricerca per scoprire il cibo autentico del paese siamo ancora una volta stati impressionati dal dominio dell’influenza italiana nella cucina Argentina.

Parlando di specialità culinarie argentine infatti non sarebbe corretto non menzionare la grande influenza che l’Italia ha avuto nella cucina Argentina. Come è stato possibile? Bè come per il dialetto la causa è dovuta al fatto che si stima che almeno il 60% degli argentini abbia un certo grado di discendenza italiana, sostanzialmente siamo il più grande gruppo etnico del paese.

La maggior parte degli immigrati italiani arrivò in Argentina all’inizio del XX secolo. Inutile dire che l’Italia ha lasciato una grande impronta nella cultura alimentare argentina infatti qui troviamo questi piatti: La Milanesa, la Pasta, la Pizza e il Gelato.

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