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Un anno di viaggio: Gli ultimi sei mesi di scoperte e incontri

E così i giorni passano e ci accorgiamo che è trascorso quasi un anno dalla nostra partenza dall’Italia, un anno sembra tanto ma i nostri giorni sono passati veloci, densi di paesaggi, incontri e nuove amicizie. Il nostro viaggio privo di una vera e propria meta ci ha visto arrivare quasi per caso qui dove ci troviamo ora, in Sud America, uno dei luoghi al Mondo che da sempre desideravamo visitare. E chi l’avrebbe mai detto che un giorno ci saremmo arrivati, a bordo di una nave, con il nostro camion pronto ad iniziare una nuova vita. Difficilmente ce lo saremmo aspettato, soprattutto visto che inizialmente la nostra bussola era diretta ad Est.

Il nostro percorso: Siamo partiti ad Aprile 2017 da Milano e ora, Marzo 2018, ci troviamo a Mendoza (Argentina)

Sono passati circa sei mesi da quando abbiamo pubblicato l’ultimo articolo di aggiornamento (vedi articolo precedente) e da allora di cose ne abbiamo viste, di persone ne abbiamo conosciute e di cose ne sono successe. L’ultimo racconto parlava dei primi sei mesi del nostro viaggio e lo avevamo scritto appena arrivati a San Pedro de Atacama, in Chile. Forse a lasciarci senza parole è stato proprio il fascino del deserto più arido del mondo, chissà.

La valle della Luna, San Pedro de Atacama, il deserto più arido del mondo

Dalla cittadina di San Pedro, dove ci trovavamo a fine Settembre 2017 ci siamo spostati abbastanza velocemente in Argentina, attraversando il bellissimo passo de Jama (vedi articolo dedicato) , strada che ci ha portati nel bel mezzo della provincia di Jujuy, regione le cui montagne colorate, tra cui Humahuaca (vedi articolo dedicato) che con la sua spettacolare parete dai quattordici colori, ci ha letteralmente incantato. Qui non sono mancate le sorprese anche per quanto riguarda alcuni splendidi piccoli paesi di montagna che ci è capitato di visitare, Purmamarca, Tilcara e Iruya che si sono rivelate delle vere e proprie perle.

Scendendo dal Passo di Jama di incontra la Salina Grande, una distesa di sale a perdita d’occhio.

È qui in questa regione che abbiamo toccato per la prima volta la mitica Ruta 40, strada che diventa una vera e propria spina dorsale dell’Argentina dato che la attraversa da Nord a Sud per quasi 5000 km.

Iniziamo a percorrere la Ruta 40 quando entriamo in Argentina. Questa strada è famosissima tra i viaggiatori, noi l’abbiamo usata come filo conduttore per raggiungere i luoghi più interessanti che si trovano lungo le direttrici secondarie

In Argentina inizia anche la nostra vera e propria discesa a Sud, ed è proprio la Ruta 40 ad accompagnarci per i primi chilometri, fino a Mendoza, terra dei vini e degli ulivi, dove facciamo abbiamo il piacere di rimanere qualche giorno in compagnia di Juan Pablo e della sua splendida famiglia. Staremo con loro diversi giorni, accolti come persone di famiglia vivendo dei momenti davvero magici di cui non perderemo mai il ricordo. Juan Pablo ci aiuta anche a recuperare una ruota di scorta per il nostro camion, dato che in Brasile ne avevamo distrutta una. Qui il nostro tipo di gomme è quasi introvabile, ma fortunatamente è passato il Rally Dakar con i suoi camion, lasciando ciò che ci poteva servire lungo il percorso.

Juan Pablo ci aiuta a recuperare una ruota di scorta per il nostro camion. Troviamo una ruota della Dakar che era stata abbandonata lungo il percorso e recuperata da alcuni amici.

È proprio parlando con loro Juan Pablo che definiremo le tappe successive del nostro itinerario, da Mendoza infatti torneremo per la seconda volta in Chile, ma sarà la prima volta che respireremo il profumo dell’Oceano Pacifico. Sostiamo per qualche giorno a Valparaiso, bellissima e pittoresca città portuale dove staremo in compagnia di Davide Biga, grande viaggiatore motociclista ora trasferitosi qui per iniziare una nuova vita e una nuova attività di Tour Operator.

Parcheggiamo il camion nei pressi dell’ufficio di Davide, un Motociclista Italiano che si è trasferito in Chile per iniziare una nuova attività di Tour Operator

Il Chile ci accoglie a braccia aperte in ogni paese e città che tocchiamo, tant’è che a Santiago rimarremo diversi giorni nel parcheggio di Camper Travel, qui Rodrigo, il suo amico Alberto, Victor e Hector ci faranno sentire come a casa, regalandoci tante belle serate ricche di risate, Asado e vino. A Santiago incontreremo anche due simpatici viaggiatori Danesi (LessIsMore.one) con cui passeremo diverse belle giornate indaffarati a sistemare i nostri veicoli prima di riprendere la strada per il Sud.

Eccoci con i nostri amici di Camper Travel a Santiago

Santiago per noi significava anche l’incontro con il nostro amico Stefano, che in collaborazione con il mitico Bebo ci ha fatto da corriere per un ricambio necessario al nostro Camion Valentino, la vaschetta del liquido di raffreddamento che in Sud America è naturalmente introvabile. La valigie di Stefano si perderanno lungo il tragitto, ma dopo aver fatto il giro di mezzo mondo (letteralmente), tra cui un passaggio all’isola di Pasqua arriveranno a destinazione. Ancora non troviamo le parole per ringraziarli di questo prezioso aiuto (leggi articolo dedicato).

Eccoci all’aeroporto per l’incontro con la valigia che ha fatto il giro del mondo

Torneremo ancora una volta a costeggiare l’Oceano. Qui in Chile attraverseremo più volte un’altra famosa strada, la Panamericana, il vero e proprio filo conduttore tra il Nord e il Sud America. Qui in Chile questa strada non è poi così affascinante, oltretutto è anche a pagamento, quindi per noi diventerà divertentissimo cercare strade alternative più accattivanti dal punto di vista paesaggistico.

Raggiunta la costa Chilena ci affacciamo per la prima volta all’Oceano Pacifico.

È però quando entriamo per la prima volta nella regione dei laghi Chileni che ci rendiamo conto della reale bellezza di questo paese. Pucon e Villarica ci regalano viste su sorprendenti Vulcani, parchi, boschi, laghi e ghiacciai. La Natura inizia a riempire i nostri occhi qualunque sia la direzione che prendiamo. A Pucon decidiamo di iniziare una nuova avventura, quella del nostro VLOG, da allora infatti pubblichiamo una o due volte alla settimana un video dove raccontiamo la nostra vita on the road (dategli un occhio).

La regione dei laghi del Chile. Veniamo tele-trasportati in un mondo fatto di Laghi, fiumi, vulcani e foreste fittissime

Lasciata questa splendida regione entriamo in un mondo completamente diverso nel momento in cui iniziamo a percorrere la famosa Carrettera Austral (Vedi articolo dedicato). La nostra permanenza in questa regione del Chile sarà lunga, quasi un mese. Ci troveremo nel bel mezzo di foreste pluviali, vulcani, ghiacciai, boschi di araucaria, fiumi dal colore latteo, laghi turchesi e montagne impressionanti ci renderemo conto della forza della natura che ci circonda. Qui avremo giornate dal clima incredibile, nell’arco delle ventiquattro ore godremo di caldo, freddo, tempesta e sole, proprio come se stessimo vivendo le quattro stagioni in un solo giorno.

Approdare lungo la Carrettera Austral significa iniziare a percorrere una strada d’altri tempi, 1500 km di immersione totale in una Natura incontaminata.

Raggiunto il passo de Roballos torniamo in Argentina, paese che abbiamo lasciato quasi due mesi prima quando l’Estate era alle porte e quindi quando il caldo stava iniziando a farsi sentire. Ora però ci troviamo nel cuore della Patagonia e le condizioni climatiche sono totalmente differenti da quelle vissute più a Nord. Passeremo il Capodanno al cospetto del monte Fitz Roy a El Chalten, poi poco più a Sud ci attenderà il Ghiacciaio del Perito Moreno, uno spettacolo sia visivo che uditivo dal fascino unico al Mondo.

Lungo il Paso de Roballos, uno dei tratti – per noi – più belli della Carrettera Austral (anche se in realtà non ne fa parte)

Il Perito Moreno

La Patagonia però è grande e ricca di luoghi in cui ci piacerebbe sostare parecchi giorni, il vento però non smette mai di frustare con colpi tremendi il nostro camion, così capita che diverse notti ci siamo sentiti come in balia delle onde in mezzo ad una tempesta nell’Oceano. Guardiamo con ammirazione i ciclisti che affrontano questi percorsi, chiedendoci quanto sia difficile e faticoso attraversare questa regione pedalando.

Gli incredibili paesaggi della Patagonia, percorrerli con il nostro camion è una passeggiata, farlo in bicicletta deve essere un vero Inferno. Respect!

Torniamo in Chile, questa volta in uno dei luoghi più conosciuti al Mondo, il Parco Nazionale Torres Del Paine. Indescrivibile con semplici parole, non facilmente rappresentabile con delle fotografie, qui come forse mai prima ci è capitato di comprendere quanto sia stato importante vivere in prima persona la forza e il fascino dei percorsi di trekking e delle viste panoramiche a 360 gradi.

Il Parco Nazionale Torres Del Paine, considerato il più affascinante parco del continente Americano

Oltre Puerto Natales, Punta Arenas e la punta più estrema del continente Americano entreremo nella Terra del Fuoco. Qui cercheremo di non farci prendere dall’entusiasmo che porta tanti viaggiatori a tirare dritto fino ad Ushuaia, ma faremo proprio il contrario, cercheremo di metterci più tempo possibile per raggiungerla scoprendo così luoghi davvero incredibili dove vivono pastori e pescatori che portano avanti una vita semplice fatta di cose essenziali ma importanti. Qui, dove il consumismo e la voglia di eccessi sono cose rare riscopriremo i valori fondamentali per la vita, valori che cerchiamo di fare nuovamente nostri e che porteremo lungo il nostro viaggio.

Perdersi nell’entroterra della terra del fuoco è stata un’esperienza indimenticabile. Vivere diversi giorni in completo isolamento ci ha riportato alla scoperta di valore un po’ dimenticati.

Prima o poi però Ushuaia dovevamo raggiungerla, così abbiamo iniziato quella che diventerà una risalita continua verso un Nord che ora vediamo così lontano, l’Alaska.

Ed eccoci ad Ushuaia, davanti al cartello che indica una fine del mondo virtuale ma che ci piace immortalare

Costeggiamo l’Oceano Atlantico affrontando il vento, immancabile, che ormai abbiamo imparato a fronteggiare. Qui incontreremo per la prima volta i Pinguini di Magellano, la loro simpatia e la loro irrefrenabile energia che ci regalerà momenti di contatto con la natura indimenticabili.

Pinguini di Magellano lungo la costa Atlantica Argentina, saremmo rimasti ore ed ore ad ammirarli

Proseguiamo lungo la costa cercando di lasciare spesso la strada principale, la RN3, percorrendo centinaia di chilometri di fuoristrada in un piacevole isolamento. Raggiungiamo Puerto Madryn e quindi la penisola di Valdes, dove abbiamo la fortuna di ammirare lo spettacolo delle Orche che praticano la caccia al Leone di mare. Resteremo immersi nella pace e nella tranquillità di questo luogo diversi giorni, finché non decidiamo di lasciare la costa per tornare nuovamente nell’entroterra.

Ammiriamo le Orche a caccia nella penisola di Valdes

Seguiamo il corso del Rio Chubut, tagliando letteralmente in due la regione omonima. Il percorso si snoda lungo una valle caratterizzata da imponenti pareti rocciose che sembrano dei veri e propri altari innalzati dalla natura. Viaggiando lentamente lungo una strada sterrata a tratti difficoltosa approdiamo in un luogo fuori dal tempo, la Pietra Parada. Camminiamo lungo il fondo di un profondo Canyon e ammiriamo gli scalatori che da queste parti si confrontano con delle pareti davvero difficili. Un luogo magico.

La pista attraverso la valle del Rio Chubut, le pareti di queste montagne assumevano colori differenti da un chilometro all’altro, un vero spettacolo

Ci troviamo quindi ancora una volta sulla Ruta 40, questa volta nei pressi di Esquel. Più a Sud il panorama Argentino ci aveva affascinato con dei tratti tipicamente desertici, qui invece sono i boschi e i laghi a tenerci compagnia. Incontriamo Bariloche e San Martin de Los Andes due luoghi turistici incastonati tra impressionati montagne e laghi che appaiono un po’ ovunque.

La regione dei laghi di Bariloche è completamente differente rispetto al resto dell’Argentina che abbiamo imparato a conoscere. Qui il verde regna sovrano rispetto alle regioni desertiche che abbiamo attraversato fin ora.

Come successo a Nord abbandoniamo spesso la Ruta 40 per raggiungere luoghi più isolati, così succede quando andiamo verso il vulcano Tromson e poi le Gole del Rio Atuel nei pressi del paese di San Rafael. Qui visitiamo un osservatorio che studia i raggi cosmici entrando poi, dopo cinque mesi, nuovamente nella regione di Mendoza. Siamo tornati qui per far di nuovo visita al nostro amico Juan Pablo e alla sua famiglia, così ora vi stiamo scrivendo dal giardino della loro bella casa, dove abbiamo parcheggiato il camion per qualche giorno in modo da goderci la loro compagnia e il loro calore.

Eccoci ancora insieme alla Famiglia di Juan Pablo e ai suoi amici dopo diversi mesi di viaggio

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