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L’incredibile storia di una valigia

In viaggio abbiamo trovato tanti nuovi amici, ma in Italia ne abbiamo salutati molti!

Il nostro itinerario non è mai stato prestabilito, l’unica vera cosa che ci eravamo detti prima della partenza era stata: andiamo in Africa, poi torniamo verso l’Europa e quindi prendiamo la direzione per l’Asia. Mentre scriviamo questo articolo ci troviamo in Sud America e ciò significa che qualche cosa durante questi mesi di viaggio è cambiata… ma questa è un’altra storia. Questa premessa era solo per raccontarvi che siamo partiti con la convinzione di passare per l’Europa dopo aver visitato in Nord Africa, cosa che ci avrebbe consentito di acquistare alcuni ricambi per il nostro camion da portare con noi durante il viaggio. Così non è stato e quindi strada facendo qualche cosa ci è mancata.

Nella foto sopra: In Brasile, facciamo visita ad un’officina cercando dei filtri per per il carburante. Non li troveremo, ma di contro incontreremo delle fantastiche persone che ci prenderanno in simpatia e ci offriranno un buon luogo dove passare la notte in tutta tranquillità.

Nella foto sopra: In Mauritania ci accorgiamo che la nostra vaschetta del radiatore non è più tanto in forma, ma per ora il problema non ci preoccupa dato che non ci sono perdite di liquido.

Più o meno quando ci trovavamo in Mauritania ci siamo accorti che la vaschetta del radiatore di Valentino si stava crepando. Non si trattava di un grosso danno in quel momento, dato che non vi erano perdite evidenti, quindi non ci siamo preoccupati più di tanto. Nel frattempo abbiamo cambiato continente, raggiungendo il Sud America, dove MAN, il marchio del nostro camion è presente ma solo con una linea limitata di veicoli commerciali, tra cui naturalmente non il nostro mezzo di derivazione militare. Ciò significa difficoltà a reperire i ricambi ed eventualmente tempo biblici di attesa di quelli provenienti dall’Europa.

Nella foto sopra: una delle tante forature, questa volta però ci è costata uno pneumatico. Difficile pensare di trovarle questa misura in Sud America presso il primo gommista, si tratta di una misura rara (14.00R20) molto comune sui mezzi militari o sui camion che corrono la Dakar piuttosto che quelli che si incontrano per strada.

Nel pieno rispetto delle leggi di Murphi, quando ci trovavamo in Bolivia nei pressi di Vallegrande la vaschetta ha iniziato a perdere del liquido refrigerante. Nulla di così grave, ma si tratta del genere di problemi che non ci fa stare tranquilli e così abbiamo pensato di riparare il danno con della vetroresina, un materiale che sulla carta risultava perfetto per lo scopo. Avendo difficoltà a reperire il materiale: fibra di vetro, resina e catalizzatore abbiamo smontato la parte da riparare e ci siamo affidati ad un meccanico che per circa dieci euro ci ha fatto il lavoro mentre noi con la moto siamo andati a visitare il villaggio de La Higuera.

Nella foto sopra: La nostra vaschetta è nelle mani del meccanico presso la cittadina di Vallegrande, in Bolivia. La lasceremo qui un giorno e una notte, mentre noi con tutta tranquillità ci sposteremo a La Higuera in motocicletta.

Rimonta la vaschetta e dopo un solo giorno di viaggio però ci siamo accortiche la riparazione non funzionava a dovere, la pressione interna era troppa per il sottile strato di vetroresina applicato dal meccanico Vallegrandino.  Arrivati a Potosì quindi abbiamo provato a tamponare il problema utilizzando degli strati di pasta bi-componente con la speranza di sigillare le perdite. Tuttavia anche questa soluzione non è durata molto dato che dalla pasta continuava a trasudare liquido di raffreddamento, davvero una cosa fastidiosa, quindi dovevamo per forza di cose cercare un’alternativa più affidabile.

Nella foto sopra: In viaggio da Potosi a Sucre, ci rendiamo conto che la riparazione con pasta bi-componente non regge a dovere, qui ci troviamo per la prima volta a quota 4000 metri s.l.m. e sapere di avere una perdita seppur minimale di liquido refrigerante non ci fa molto piacere.

Facciamo una veloce ricerca per capire quanto potesse costare la spedizione della vaschetta dall’Italia alla Bolivia, ricevendo un preventivo da DHL di circa 600 Euro. Oltre al costo pazzesco, parlando con un ragazzo Inglese siamo venuti a conoscenza dei grandi problemi di sdoganamento della merce proveniente dall’estero. Questo ragazzo ci ha raccontato che ha dovuto attendere a Santa Cruz circa 20 giorni prima di poter sdoganare un piccolo pezzo di ricambio per la sua moto Triumph. Non potendo comunque permetterci di spendere tutti quei soldi per la sola spedizione e rischiando anche di dover pagare tasse doganali o altro abbiamo rinunciato a questo metodo fin da subito.

Nella foto sopra: se bisogna fare una riparazione perché non scegliersi un luogo suggestivo per lavorare? Qui ci troviamo nel Salar de Uyuni, in Bolivia quando ci prendiamo il nostro tempo per aggiungere un poco di pasta bicomponente alla nostra vaschetta del radiatore.

Come fare però, la vaschetta prima o poi si romperà definitivamente. E’ l’inizio di Ottobre quando ci è venuto in mente che a Novembre sarebbe venuto in vacanza in Sud America il nostro amico Vida, così abbiamo provato a mandargli un messaggio: “Vida, ascolta, non è che ti metteresti in valigia una vaschetta del radiatore per un camion?“. Senza pensarci due volte la sua risposta è stata affermativa. Fantastico!

Il Vida sta a Roma e quindi cerchiamo di capire come fargli arrivare il pezzo di ricambio che ci serve. A questo punto entra in gioco un’altro amico, il mitico Bebo, che sta però a Milano. Bebo è anche lui un appassionato di viaggi nonchè proprietario di un camion MAN simile al nostro e per questo è in contatto con un concessionario che non sta troppo distante da casa sua, la Trezzo DieselBebo si fa carico di andare presso la Trezzo Diesel, raccontare loro la nostra storia e quindi la nostra necessità. In pochi giorni il ricambio è tra le sue mani e perdipiù con un prezzo da veri amici! Grazie Beppe!

Nella foto sopra: Bebo scatta una foto agli amici della Trezzo Diesel. Tra le loro mani, seppur a migliaia di chilometri di distanza, il nostro ricambio.

Bene, ora a qualche migliaio di chilometri da dove ci troviamo sappiamo che c’è il nostro ricambio ad aspettarci, noi dobbiamo solo tamponare fin che possiamo e controllare che non vi siano perdite eccessive e proseguire il nostro viaggio in direzione di Santiago che dista da noi ancora più di 2500 km.

Nella foto sopra: Non ci preoccupiamo più di tanto del problema, visto che prestando attenzione e riparando di tanto in tanto con pasta bicomponente riusciamo a contenere le perdite di liquido refrigerante. Lungo la nostra strada per Santiago non ci facciamo scappare l’occasione di raggiungere i 5000 metri lungo la pista delle lagune in Bolivia.

Allora, la vaschetta del radiatore di un camion non è proprio piccina, nella pratica delle cose capiamo che per recapitarcela il Vida dovrà sistemarla in un contenitore dedicato sufficientemente robusto e rigido che ci consenta di evitare danni al delicato ricambio. Ciò significa che avremo bisogno di una valigia usa e getta e Bebo non ci mette molto a trovarla. Una splendida valigia gialla che ancora non aveva idea di quale avventura l’attendesse.

Nella foto sopra: E’ fantastico cosa sono riusciti a fare i nostri amici. Bebo dopo averci recuperato il ricambio ha anche trovato una valigia che lo possa contenere in modo perfetto!

Ci facciamo prendere la mano e così mettiamo in contatto Bebo con i nostri familiari che gli consegnano un po’ di altre cose da mettere nella valigia, tra queste un Hard Disk pieno di film, un Bancomat, dei DVD e un po’ di altri regali.

Nella foto sopra: Luigi, il padre di Simone e Bebo si incontrano. Scambio di altro materiale da caricare nella valigia! Povero Vida, quanto peserà alla fine?

Foto sopra: Il Vida per lavoro si deve recare a Milano, quale occasione migliore per recuperare la valigia a casa di Bebo?

Nel frattempo noi proseguiamo il nostro di viaggio e quando siamo a Salta, in Argentina la perdita di liquido refrigerante dalla vaschetta si fa importante. Decidiamo di smontare ancora tutto e riparare noi stessi il danno con della vetroresina. Salta è una grande città e non fatichiamo molto a trovare un kit di riparazione, quindi nel bel mezzo della strada ci mettiamo a fare il lavoro.  Il risultato questa volta sarà ottimo, dato che nelle due settimane successive non avremo nuovi problemi.

Foto sopra: al lavoro con la vetroresina in centro città. C’è poco da fare, dopo un po’ che si è in viaggio non si bada più tanto alla forma, ma alla sostanza.

Il nostro amico Vida per raggiungere Santiago del Chile seguirà un tragitto abbastanza tortuoso: Da Roma ad Amsterdam, da Amsterdam ad Atlanta e da Atlanta a Santiago. Lui poi proseguirà il suo viaggio per l’Isola di Pasqua, quindi l’appuntamento per lo scambio è all’aeroporto di Santiago. E’ l’11 di Novembre quando aspettiamo davanti all’arrivo dei voli internazionali il Vida senza vederlo arrivare. Guardiamo tutte le etichette poste sulle valigie dei passeggeri che ci passando davanti ed è trascorso ormai molto tempo da quando abbiamo visto l’ultimo di questi proveniente da Atlanta, dove è finito il Vida? Dopo poco lo vediamo sbucare fuori dalla folla e dopo averci salutato con un forte abbraccio di dice: ragazzi, ci hanno perso le valigie! Da subito pensiamo ad uno scherzo, ma poi ci rendiamo conto che invece è vero, lui e la moglie sono senza bagagli. Ci dicono che teoricamente dovrebbero arrivare direttamente all’Isola di Pasqua due giorni dopo il loro arrivo. Come magra consolazione a questa beffa la compagnia aerea perlomeno gli rimborserà i soldi necessari all’acquisto di qualche capo di abbigliamento necessario ad attendere l’arrivo delle loro valigie.

Nuovo appuntamento quindi tra quattro giorni, quando Il Vida e la moglie torneranno a Santiago!

Noi trascorriamo dei piacevoli giorni in città e il 13 di Novembre il Vida ci manda la foto della valigia, arrivata sana e salva. Ci sembra quasi incredibile!

Nella foto sopra: i bagagli del Vida sono arrivati all’Isola di Pasqua, meno male! Tra questi c’è anche la nostra valigia gialla!

Nella foto sopra: Il Vida con la nostra valigia all’isola di Pasqua. Incredibile vero?

Il 16 di Novembre siamo ancora all’aeroporto di Santiago, ma questa volta in attesa davanti all’arrivo dei voli nazionali. Ci sembra incredibile il momento in cui vediamo spuntare una macchia gialla con dietro il Vida e la moglie. Sono loro e quella è la valigia che contiene la nostra vaschetta del radiatore! Facciamo lo scambio, e la voglia di aprire la valigia è tanta. Sfortunatamente questa ha preso una bella botta così che una delle serrature fatica ad aprirsi. Dato che dovremo girare aggirare mezza Santiago con la valigia attaccata in qualche modo alla moto decidiamo che forse è meglio non forzarla e lasciarla intatta fino a quando non raggiungeremo Valentino.

Nella foto sopra: Areoporto di Santiago del Chile, i bagagli e la nostra valigia contenente la vaschetta del radiatore.

Prendiamo appuntamento con il Vida per la sera successiva a casa nostra, il nostro camion, dove avremo modo di chiacchierare davanti ad un bel piatto di spaghetti. Noi leghiamo con delle cinghie la valigia alla moto e torniamo a casa.

Nella foto sopra: Carichiamo la valigia sulla nostra Beta ALP, le cinghie sono miracolose. Altro che Touratech!

Durante il tragitto non possiamo fare a meno di pensare di quanto abbia viaggiato questa valigia, che addirittura prima di arrivare tra le nostre mani si è fatta pure un giro alla mitica isola di Pasqua. Non possiamo inoltre fare a meno di pensare a quanto siano state fantastiche tutte le persone che ci hanno aiutato a recapitarcela senza farci spendere una fortuna: Il Vida, Bebo, i nostri parenti e la Trezzo Diesel! Grazie davvero a tutti!

Nella foto sopra: L’itinerario della nostra valigia. Milano-Roma-Amsterdam-Atlanta-Santiago del Chile-Isola di Pasqua-Santiago Del Chile

Arrivati a casa ci mettiamo comodi ed apriamo la valigia: e se fosse vuota? e se il ricambio fosse sbagliato?  Invece no, tutto perfetto, comprese le guide Lonely Planet ragalo del nostro amico Bebo!

Foto sopra: A Santiago del Chile, apriamo la valigia e troviamo dentro un’altra sorpresa, le guide Lonely Planet del Sud America regalo del nostro amico Bebo.

Foto sopra: A cena a casa, dentro il nostro Valentino! La vaschetta del radiatore è già stata montata!

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8 comments

  1. Che avventura per la valigia! E per voi…
    buon viaggio! 🙂

  2. Davvero una storia affascinante, l’ho letta, abito a pochi chilometri da Opera, e mi ha fatto viaggiare co la valigia gialla… complimenti!!

  3. a darvi dei fenomeni è poco comunque Vida lo vidi a Massa Carrara con Bebo e Max al salone dei 4×4 penso 9 anni fa una sera mangiammo una pizza insieme GRANDI

  4. Bellissima storia… 😀
    Grande viaggio e grandi persone!
    Buona continuazione….

  5. ciao sonno alessandro vivo in coyhaique patagonia sto pensando in construir un camper come el tuo pero con una maquina mercedes, si vienes al patagonia no dejes de venir a coyhaique.. auguri tanti,, e buon viaggio..

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