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Dal Deserto all’Oceano: Il passo del Cristo Redentore

Cile e Argentina condividono più di 5.000 chilometri di confine e praticamente tutta la linea immaginaria che separa i due stati è disegnata sulle alte vette delle Ande.  Vi sono oltre 40 passi di montagna tra i due paesi e a quanto si dice uno dei più spettacolari dal punto di vista dei panorami risulta esser il Paso de los Libertadores, noto anche come il Paso del Cristo Redentore.

Grazie alla sua posizione unica e la salita che raggiunge una quota di 3,200 m sul livello del mare il Paso de los Libertadores risulta anche essere abbastanza impegnativo dal punto di visto fisico, dato che l’altitudine potrebbe creare qualche disagio. Non ultimo, la sua posizione in quota fa si che spesso avvengano improvvise nevicate, cosa che contribuisce a renderlo a volte impraticabile. Questo passo è inoltre il più importante tra la capitale del Cile, Santiago e la regione di Mendoza in Argentina quindi è facile trovare molto traffico sia di tipo commerciale che di tipo turistico.

Noi percorriamo questa strada partendo da Mendoza, luogo da cui la salita risulta dolce e rilassante per via dei magnifici paesaggi attraversati. Il paesaggio montano ha un’aspetto tipicamente desertico, con la sua roccia rossa che raramente lascia spazio a segni di vegetazione. Abbiamo capito che guidare su questa strada richiede estrema pazienza. Pochi guardrail, tornati, e traffico la rendono una strada da percorrere con attenzione.

La guida tuttavia è emozionante e l’aria frizzante di altra quota aiuta a rendere l’atmosfera ancora più speciale. Poco prima di raggiungere il luogo in cui sarebbe stato possibile ammirare la vetta più alta del Sud America, ovvero l’Aconcagua si presenta davanti ai nostri occhi quella che diverrà in seguito un vera e proprio bufera di neve, cosa che viste le premesse non ci risulta così anomala.

Con la neve il percorso richiede ancora più concentrazione e ciò è ben dimostrato dalle tante foto commemorative che ritraggono le persone decedute su questa strada. Vediamo molti camion procedere in modo incredibilmente lento lungo la discesa, chiaro segno che questa strada non perdona errori di guida, sopratutto per i mezzi pesanti come il nostro.

Il confine è in realtà un tunnel situato a 3.209 m di altitudine e che ha una lunghezza di circa 3 km divisi a metà tra territori argentino e cileno.  Il Tunnel prende il nome della statua del Cristo Redentore delle Ande che qui è stata collocata nel 1904. Abbiamo capito che spesso questo tunnel viene chiuso per neve, quindi è bene informarsi in anticipo sulle condizioni della strada e fidarsi poco delle condizioni a valle. Noi abbiamo iniziato la salita da Mendoza dove vi erano circa 35 gradi, ma in vetta abbiamo trovato il vero freddo!

Oltre il tunnel facciamo dogana, ma prima di presentare i nostri documenti ci tocca attendere circa quattro ore dietro una fila incessante di macchine. Come dicevamo questa frontiera è molto trafficata e sfortunatamente le pratiche doganali non sono rapidissime seppur integrate tra Cile e Argentina. Mentre attendiamo inizia a nevicare e il che non è tanto piacevole visto che dal lato cileno la strada diventa ancora più tortuosa e pendente. La temperatura scende improvvisamente di qualche grado sotto lo zero e il vento fortissimo fa entrare delle palate di neve dentro la cellula quando la apriamo per mostrarla alla polizia.

Ma iniziamo la discesa e ci troviamo davanti alla parte più scenica della strada. Si tratta di una sezione corta nota come Los Caracoles, ovvero le lumache, per via della lentezza con cui bisogna percorrerla per non incorrere in incidenti. Qui ci si presenta davanti agli occhi una salita ripida che include più di 20 tornanti.  La superficie della strada è asfaltata e le catene a bordo sarebbero obbligatorie durante tutto l’anno, ma noi naturalmente non le abbiamo. Fortunatamente procedendo appunto come “lumache” arriviamo a valle senza intoppi e quando ci fermiamo ammirando la neve ingiallita dalla sabbia del deserto ci rendiamo conto dell’incredibile sbalzo climatico a cui si è soggetti da queste parti.

A valle il mondo cambia all’improvviso. Finiamo dopo qualche decina di chilometri nel bel mezzo di vigneti e campi coltivati, la neve si scioglie in fretta e iniziamo a sentire il profumo dell’oceano. E’ davvero incredibile pensare a ciò che abbiamo vissuto solo qualche ora fa.

 

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