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Dieci (+1) cose che abbiamo imparato on-the-road

Durante il viaggio che stiamo vivendo ora e tutti quelli precedenti abbiamo imparato tante cose. Viaggiare è un insegnamento costante, ed apprendere gli insegnamenti della vita è uno dei motivi che ci ha spinto a partire, sempre. In questo breve articolo descriviamo alcune delle cose più semplici che abbiamo toccato con mano, piccole lezioni di vita che abbiamo fatto nostre e che ci hanno fatto “crescere”.

Diventare famosi per qualche istante

Quando si esce dagli itinerari più turistici capita spesso di sentirsi come delle celebrità. Ciò che accade ad esempio è che  entrando in un villaggio i bambini ti acclamino e ti corrano dietro divertendosi a gridare con dei grossi e accoglienti sorrisi. Gli adulti invece rimangono in silenzio osservando gli stranieri che stanno entrando temporaneamente nella loro vita. Ci si sente per qualche istante come dei famosi attori che passeggiano per le vie di luogo dove tutti li riconoscono per i film che hanno visto in televisione. All’inizio del nostro viaggio immaginavamo di trovare decine di viaggiatori come noi, ma per ora dobbiamo dire che ci sbagliavamo, perché la maggior parte degli incontri fatti con gli “stranieri” è stata quasi sempre negli affollati luoghi turistici e davvero raramente in aree remote.

Chiedere informazioni

La curiosità che suscita uno strano veicolo è tanta e quando ci è capitato di chiedere informazioni abbiamo sempre avuto a che fare con persone gentili. Quando ci siamo trovati alla ricerca di indicazioni mai nessuno ci ha negato una risposta. Con grandi sorrisi e apparente sicurezza ci siamo sentiti quasi sempre rispondere: vai di qui, anzi no vai di la, la strada è buona per il tuo veicolo, guarda quanto è alto da terra, si però è stretta. No, forse è larga ma devi andare dall’altra parte. I chilometri sono dieci, venti, forse quattro. Tutto ciò per dire che nessuno ci ha mai negato l’aiuto, ma spesso è anche vero che ci siamo trovati a parlare con persone che raramente hanno messo il naso oltre il loro villaggio. Meglio sempre avere alla portata una mappa o un GPS.

Differenza tra viaggio e turismo organizzato

C’è il viaggio e c’è il turismo organizzato. C’è poco da fare, si tratta di due cose diverse. Non importa quanta corruzione, brutte strade, difficoltà, giorni difficili ci sia capitato di dover sopportare. Siamo convinti che questo stile di viaggio per noi valga la pena di essere vissuto. I posti che abbiamo potuto raggiungere grazie al nostro veicolo ci hanno spesso lasciato senza parole e farlo da soli ci ha sempre dato modo di scoprire qualcosa in più.  Una cosa completamente differente rispetto alla condizione che si prova nell’essere accompagnati.

Fare rifornimento spesso

Da motociclisti abbiamo sempre avuto l’abitudine di spremere fino all’ultima goccia di carburante dai nostri serbatoi principali e da quelli di emergenza. La condizione di poca autonomia ci è sempre stata stretta, ma poi ci abbiamo fatto l’abitudine arrivando a non preoccuparci di costringere il nostro motore a girare con i soli vapori di benzina. Tante volte però siamo anche rimasti a piedi. Ora però abbiamo imparato a fare i conti con altri problemi: il costo del carburante differente da paese in paese, distanze molto più elevate tra distributore e distributore, luoghi in cui il carburante a volte arriva e a volte no, e per finire il gusto che proviamo a viaggiare in zone sempre più remote. Questo ci ha convinto a comportarci in modo differente, ovvero a riempire i serbatoi quanto prima possibile e a tenere sempre almeno due taniche di riserva.

Essere autosufficienti

Ogni viaggiatore dovrebbe avere con sé gli strumenti per togliersi da solo dai guai. Un compressore, un kit di riparazione per camere d’aria o tubeless, ruota di scorta, corde o tubi per il traino, attrezzi, pala, ecc. Sono cose che possono costare soldi, è vero, ma nel momento del bisogno abbiamo sempre apprezzato ciò che avevamo e denigrato noi stessi per non aver portato ciò che invece ci mancava. Ci sono stati anni in cui avevamo con noi attrezzi che non ci è mai capitato d’usare, sempre gli stessi, sempre avvolti allo stesso modo, prima di caricarli il dubbio ce lo siamo sempre posto: “che facciamo, li portiamo anche stavolta per lasciarli inutilizzati?” e fortunatamente ci siamo sempre dati la stessa risposta: “Si!”. Questo perché un giorno è arrivato il momento in cui abbiamo dovuto toglierli dal loro involucro.

Non basta la televisione

A volte un pensiero più serio di altri ci è passato per la testa. Tante volte ci siamo resi conto di quanto siamo stati privilegiati a nascere in Italia. Viaggiare in zone rurali e paesi poco sviluppati ci ha fatto toccare con mano le difficoltà con cui molte persone vivono la loro vita. In certi momenti ci siamo fermati a pensare come sarebbe stato se anche noi fossimo nati altrove. A prescindere da come ognuno gioca le carte che la vita gli propone riteniamo che la differenza maggiore la faccia proprio il luogo di nascita. Essere nati in un luogo dove non ci sono scuole, dove non ci sono bagni o elettricità priva le persone di possibilità che invece noi abbiamo avuto. La cosa che ci rattrista enormemente è comprendere che molti, Italiani, Europei, Americani e Australiani non si rendono conto di come siamo privilegiati finché non toccano con mano l’altra faccia del pianeta. Non basta la televisione.

Sorrisi

Nei paesi più poveri, dove la gente vive con poco, abbiamo visto i sorrisi più grandi. Siamo sempre stati accolti con un grande abbraccio nei villaggi più remoti che ci è capitato di visitare, la maggior parte della gente che abbiamo incontrato ovunque si è sempre dimostrata calda e amichevole, quasi come se non si stessero preoccupando delle difficoltà che stavano affrontando nella vita. Spesso ci è capitato di domandarci chi realmente è più fortunato.

Le storie dei media

Non possiamo mentire raccontando che ci siamo sempre sentiti al sicuro in ogni luogo che abbiamo visitato, tuttavia possiamo contare sulle dita di una mano le reali situazioni di disagio che abbiamo vissuto. I media spesso dipingono alcuni paesi come pericolosi e insicuri per i turisti spingendo potenziali viaggiatori verso tour organizzati o addirittura ad altre destinazioni. Capita poi che vi siano turisti che tornano a casa raccontando in modo pittoresco esperienze banali o che poco realmente hanno a che fare con la sicurezza del paese, cosa che alimenta ancora di più la mala-informazione. Certo magari evitiamo le zone di guerra, ma nel resto dei paesi in cui abbiamo viaggiato non ci è mai capitato nulla di brutto per ora.

La pericolosità delle strade

È vero, ci è capitato di guidare su strade davvero pericolose, ma quasi mai queste erano vie di comunicazioni rurali o prive di asfalto. Per chi viaggia la reale pericolosità è data dal traffico, dai veicoli privi di fari, dalle biciclette, dai pedoni, dagli animali, dalle pessime condizioni dell’asfalto. Abbiamo trovato strade ben mantenute un po’ ovunque, ma altrettanto ci è capitato di trovare strade in pessime condizioni in ogni parte del pianeta. Mai viaggiare di notte è il nostro motto ed inoltre preferiamo rimanere per quanto possibile fuori dalle strade principali, magari il percorso sarà impraticabile in condizioni meteorologiche sfavorevoli, ma raramente pericolose per la propria incolumità.

La polvere delle piste

La polvere delle strade sterrate è qualcosa che ci è sempre piaciuto trovare all’interno del nostro veicolo, ma d’altronde bisogna farci l’abitudine. Sabbia, terra, e polvere sono qualcosa con cui bisogna convivere anche all’interno dell’abitacolo, c’è poco da fare. Indumenti, attrezzatura, borse, e cellula abitativa prima o poi verranno contaminate dalla polvere di mezzo pianeta. Non pensate che basti chiudere i finestrini o abbassare la visiera del casco. Quindi si, volendo viaggiare in zone poco frequentate bisogna sporcarsi.

Le mucche

Ovunque ci è capitato di trovare una mucca è sempre stata la stessa storia, le vedi in mezzo alla strada e li stanno finché non le convinci a spostarsi. Ci siamo chiesti più e più volte come mai pur avendo immense praterie dove poter pascolare queste si vadano a piazzare sempre nel bel mezzo della strada. Tu gli suoni e ti guardano, poi tornano a farsi i fatti loro. Sulla strada sei tu l’intruso.

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