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Il Passo di Jama e la Quebrada de Humahuaca

Da San Pedro de Atacama in Chile per raggiungere relativamente velocemente l’Argentina è possibile pensare di fare due strade, o il Paso di Sico, parzialmente sterrato, o il passo di Jama, totalmente asfaltato.  Entrambe le strade conducono il viaggiatore nella bellissima e variopinta regione di Jujuy e di Salta, tuttavia mentre il primo scende a Sud il secondo facilita l’avvicinamento alle imperdibili montagne colorate di Purmamarca, dove si trova il Cerro de 7 Colores e di Humahuaca, dove invece ci attende il Cerro de 14 Colores. Decidiamo di percorrere il passo Jama, nonostante lo sterrato del Sico ci abbia allettato a lungo.

Il passo Jama è frequentato dal traffico di camion che si muove dai porti del Chile al Paraguay. E’ abbastanza normale che in Inverno valanghe e forti nevicate possono bloccare alcune sezioni della strada che quindi può diventare anche abbastanza pericolose a causa del ghiaccio. Si tratta di una strada di alta montagna, quindi le condizioni possono cambiare rapidamente. Nonostante questo si tratta di una strada che si preannuncia bellissima, visto che attraversa la Riserva Nazionale di Los Flamencos.

Ma iniziamo a viaggiare: San Pedro de Atacama si trova ad un’altitudine di circa 2200 metri s.l.m. e in appena trenta chilometri di strada ci ritroviamo oltre i 4600, poco distante dal confine con la Bolivia da cui proveniamo. Fin qui una salita senza una curva davvero incredibile, non certo una gioia per la guida se non fosse per la splendida vista sul vulcano Licancabur che domina tutta la valle.

Poi la salita finisce e ci ritroviamo su uno splendido altipiano dove veniamo circondati da vette di montagne rosse prive di ogni forma di vegetazione. Un panorama lunare, simile a quello visto qualche giorno prima lungo la strada delle lagune in Bolivia, ma qui è la striscia d’asfalto nero della strada Nazionale numero 52 a ricordarci che in realtà ci troviamo in un luogo molto meno isolato e remoto.

Poco prima del confine Argentino, che si trova a poco più di 4300 metri, ci troviamo davanti a delle piccole lagune ricoperte da uno strato di sale. Questo miscelato con l’acqua crea degli splendidi disegni che contrastano con i colori caldi delle montagne che li circondano. Ci fermiamo a mangiare un boccone davanti a questo splendido panorama anche per sfruttare l’occasione di consumare un po’ della nostra frutta che altrimenti potrebbe venirci confiscata dal controllo sanitario alla frontiera.

Oltrepassiamo la frontiera, pochi minuti di pratiche doganali per entrare nuovamente in Argentina, paese che abbiamo già toccato durante questo viaggio. La polizia è simpaticissima e naturalmente tutti sono attirati dalla nostra casa a quattro ruote. In pratica i controlli si trasformano in brevi giri turistici guidati. Dopo aver incrociato la Ruta 40, che ci lasciamo per ora alle spalle, raggiungiamo il Salar di Salinas Grande, un luogo che come il Salar de Uyuni in Bolivia va aldilà di ogni immaginazione. Un’immensa distesa bianca, ricoperta quando piove da una fine pellicola d’acqua. Qui degli operai estraggono l’oro bianco, il sale, un vero spettacolo della natura.

Poi riprendiamo la strada, che in maniera molto tormentata inizia e scendere prepotentemente di quota. Torniamo a vedere la vegetazione, seppur bassa e priva degli importanti arbusti che invece si possono trovare ancora più a valle. Le montagne attorno a noi cambiano nuovamente forma, ma sopratutto colore. Il mondo è mutato nuovamente intorno a noi.

I cactus colonnari ci piombano improvvisamente davanti agli occhi quando più o meno ci troviamo a quota 3000 metri s.l.m. Crescono dove non sembra esserci neanche un filo di terra, di umidità, quasi come spuntassero dal nulla tra le rocce. Che incredibili forme di vita, belle da vive ma altrettanto belle quando sono secche visto che i loro tronchi che sembrano essere intarsiati dall’uomo vengono riutilizzati per moltissimi scopi.

Poi arriviamo a Pumamarca,  un piccolo villaggio di origine pre-ispanica la cui storia risale al XVI secolo, un tempo in cui ha fatto parte del Cammino dell’Inca. Ci fermiamo un po a passeggiare tra le vie del  villaggio, ammirando la piazza, dove si trova una fiera dell’artigianato coloratissima. Pumamarca si affaccia sullo splendido Colle de los 7 colores e le strade di terra rossa che portano alla Gita di Los Colorados.

Il Colle de los 7 colores costituisce un paesaggio naturale unico dalla sua particolare bellezza. Come sfidando le regole, in contrasto con l’immagine tradizionale della montagna marrone e rocciosa, questo colle si erge imponente con i suoi colori ocra, gialli, arancioni, verdi, marroni, lilla e viola. Un vero e proprio arcobaleno di pietra il cui ‘segreto’ è nell’origine sedimentaria delle rocce che lo compongono.

Quando arriviamo a Tilcara, nel cuore della bellezza naturale della Quebrada de Humahuaca ci fermiamo in un parcheggio che giorno dopo giorno si popola di nuove amicizie. Qui conosciamo anche i simpaticissimi ragazzi Argentini che stanno viaggiando per tutto il Sud America con una piccola roulotte al seguito. Tilcara è un piccolo paese con annesso sito archeologico scoperto negli anni ’50 dove è presente una piramide per commemorare gli archeologi che hanno curato i lavori.

Non ci piace molto l’idea di lasciare Tilcara, ci siamo davvero affezionati a questo piccolo paese che ci ha accolto a braccia aperte, ma è ora di partire per andare a visitare Humahuaca, nella provincia di Jujuy dove le formazioni calcaree chiamate Yacoraite creano delle formazioni più simili a quadri che a pareti di montagne. Qui infatti si trova l’Hornocal che è costituito da 14 strati di roccia composti da altrettanti colori diversi che creano una sorta di dipinto dell’arcobaleno.

Antica terra degli Indios, la Quebrada de Humahuaca è stata nominata Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO nel 2003. La valle si estende lungo 170 km dove corre il fiume Rio Grande.  Qui abbiamo ammirato splendidi paesi, Pumamarca, Tilcara e Humahuaca, dove  ci siamo riposati godendo delle mattine di sole e dei classici pomeriggi fatti di sieste silenziose che ci hanno contagiato. Abbiamo amato questa regione.

 

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2 comments

  1. Complimenti vivissimi, ho ricordi splendidi di questa zona visitata a con mia moglie qlc anno fa. La ns base era nella linda Salta. Dovresti andare da Salta a Cafajate, terra di vini passando la bella quadrata. Buon viaggiooooo

    • Ciao, ora ci troviamo a Mendoza e viaggiando sulla Ruta 40 da San Juan a qui abbiamo attraversato vigneti e uliveti. Guarda caso abbiamo appena finito le scorte del nostro olio extra vergine italiano, ci toccherà provare quello locale 🙂

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