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La Higuera, luogo dove Che Guevara vive ancora

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La Higuera è un piccolo villaggio sperduto tra le montagne Boliviane che si trova a circa 80 chilometri da Vallegrande. Questo luogo con tutta probabilità sarebbe rimasto per sempre nell’ombra se non fosse che cinquant’anni fa fu teatro dell’uccisione di Ernesto Che Guevara.Dopo diversi giorni di conflitti a fuoco con i militari Boliviani, l’8 Ottobre del 1967 il Che viene catturato non molto distante da La Higuera. Trasportato nel villaggio insieme a due suoi compagni di battaglia viene confinato in una piccola scuola composta da sole due aule. Il giorno successivo, il 9 Ottobre, per ordine del capo dell’esecutivo Boliviano Barrientos Che Guevara viene ucciso con dei colpi di arma da fuoco dal sergente Teran.

Per raggiungere il villaggio oggetto di questi eventi è necessario percorrere una bella strada sterrata che si arrampica dolcemente sulle montagne, il tracciato è ben segnalato, perchè questo fa parte della Ruta del Che, un percorso turistico creato dall’ente del turismo Boliviano al fine di promuovere il territorio in memoria del rivoluzionario Argentino.

Decidiamo di raggiungere la Higuera con la motocicletta, lasciando quindi la nostra casa a quattro ruote tranquillamente parcheggiata a Vallegrande assieme a degli altri camion. La strada bianca, che ci era stata preannunciata come difficile e piena di insidie, nella realtà non è altro che una bella e piacevole pista in terra battuta. Viaggiamo comunque lentamente, prendendoci tutto il tempo necessario al fine di ammirare gli splendidi panorami montani che attraversiamo. Ci troviamo dispersi tra le montagne, così capiamo i motivi che hanno spinto Che Guevara a venire in questo luogo al fine di insediare la sua base di rivoluzionari.

A pochi chilometri da La Higuera incontriamo il villaggio di Pucarà, dove proviamo a chiedere se per caso sia possibile fare carburante alla nostra moto. Troviamo 5 litri di benzina in un negozio di alimentari, così che non ci facciamo scappare l’occasione di acquistarla per evitare di rimanere a secco sulle montagne.

 

Arriviamo a La Higuera e capiamo quanto sia importante la figura del Che in questo luogo. In un villaggio composto da non più di una decina di case tutto sembra ruotare intorno al ricordo del rivoluzionario argentino.
Il villaggio non è molto movimentato, fortunatamente non ci sono negozi di souvenir o venditori ambulanti con santini del Che da vendere ai turisti. In pratica solo all’ingresso del paese, abbastanza distante dai luoghi più importanti della vicenda, vi è una casa dove è possibile acquistare delle magliette. Ci troviamo davanti al monumento che ritrae il busto di Che Guevara, statua che è stata diverse distrutta dai militari finchè nel 2006 Evo Morales non fu il primo presidente della Bolivia a far visita a La Higuera.

 

Successivamente facciamo visita alla scuola, oggi in gran parte ricostruita che è stato sia il carcere che il luogo dove Che Guevara è stato assassinato. Oggi la scuola è stata trasformata in un museo, vi sono esposte molte fotografie e sopratutto vi sono molte iscrizioni fatte dai visitatori simpatizzanti di Che Guevara.

Appena fuori dalla scuola si trova una piccola casa trasformata in un ristorante che ha preso il nome della rivoluzionaria Argentina Tania, donna che ha aiutato Che Guevara nell’insediamento in Bolivia.Qui a La Higuera vive ancora la sig.ra Julia Cortez, insegnante che fu l’ultima a dare un pasto a Che Guevara prima della sua morte. Si racconta che il Che, confinato nella scuola prima di essere fucilato, quando l’ha vista le abbia rimproverato di aver scritto male la parola angolo sulla lavagna: “manca l’accento!” le avrebbe detto. Ma le leggende si sa, fanno in fretta a maturare!

E’ ora di lasciare la Higuera, dove abbiamo capito che lo spirito del Che e tutte le leggende che vi ruotano attorno, vengono mantenute in vita dagli abitanti del villaggio. Riprendiamo la via del ritorno verso Vallegrande, luogo in cui il corpo del rivoluzionario fu trasportato per essere fatto vedere al mondo intero. Le fotografie del suo volto ad occhi aperti contribuirono ad alimentare ulteriormente il mito del Che negli anni a venire.

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