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Dal Brasile alla Bolivia: 400 Km di pista nella foresta

A Caceres, in Brasile, riempiamo per bene i nostri serbatoi perchè sappiamo che per un po’ non avremo la possibilità di rifornirci. La frontiera tra Brasile e Bolivia che vogliamo attraversare non è molto trafficata, a tutti gli effetti il valico si trova a 100 chilometri dall’ultima città Brasiliana ma siccome non esistono località abitate nei dintorni i controlli di polizia vengono fatti “sulla fiducia” proprio a Caceres.
Così la sera prima di lasciare la cittadina ci rechiamo alla polizia, dove ci viene timbrato il passaporto. In pratica siamo fuori dalla paese, ma ancora per una notte ci fermeremo a dormire in una delle stazioni di servizio della città.

truck- brasileLa mattina successiva ci mettiamo in strada e percorriamo gli ultimi chilometri di Brasile attraversando una bella regione collinare dai tratti ancora caratteristici della regione del Pantanal. Ci siamo davvero affezionati a questo paese che ci ha accolto in modo straordinario, così l’andatura è particolarmente lenta, perché non vogliamo uscire troppo in fretta, vogliamo goderci anche gli ultimi momenti qui.
Ci hanno detto che un tempo questa strada era abbastanza utilizzata dai Brasiliani che andavano a far compere a buon prezzo in Bolivia, ora con il Dollaro alle stelle la Bolivia non appare così conveniente come una volta, quindi qui non c’è in praitica più nessuno.
Arriviamo al confine (almeno crediamo), un militare ci guarda e ci fa cenno di passare, siamo in terra di nessuno, diretti a San Matias, prima e ultima città Boliviana per i restanti 400 chilometri di pista sterrata immersa nella foresta. L’ingresso in Bolivia è chiaro, dove finisce l’asfalto ed inizia la terra!

Da qui percorriamo circa 7 chilometri ed arriviamo in un allegro e movimentato centro di San Matias dove nessuno sembra far caso a noi. Siamo entrati in un nuovo paese e regola vuole che vi siano perlomeno due controlli, uno della polizia e uno doganale. Invece nulla, nessuno si disturba a fermarci, potremmo prendere la via di Santa Cruz e a nessuno parrebbe dar fastidio.
Ci fermiamo presso una specie di parcheggio proprio all’uscita del paese e qui individuiamo lo stemma della dogana Boliviana. Facciamo manovra e torniamo indietro per chiedere cosa dobbiamo fare per farci immettere regolarmente in Bolivia. Naturalmente ci viene spiegato che dovevamo fermarci alla polizia che sta proprio all’accesso del paese da dove siamo arrivati. Dopodiché con un po’ di fotocopie dovremo tornare qui e farci rilasciare un permesso per il camion e per la nostra moto. Così facciamo e nel giro di un paio d’ore, compresa una sosta al centro, una perdita della linea Internet della dogana e un paio di inversioni di marcia difficoltose siamo di nuovo in strada, anzi sulla pista in direzione San Ignacio, che da qui dista circa 400 km. Sappiamo bene che da qui in poi non incontreremo altro che piccole comunità di agricoltori Boliviani che vivono in completa autonomia in questa regione davvero remota.

Bolivia - viaggio in camperCi fermiamo per pranzo sotto l’unico albero incontrato capace di creare un po’ d’ombra al tetto del nostro Valentino e, causa il caldo che ci assale, consumiamo solo insalata con dei pezzi di prosciutto Brasiliano acquistato grazie ad un offerta esagerata al market Atacadao.

ponti in legno in BoliviaCredevamo di esserci lasciati i ponti alle spalle in Brasile, eppure questi non tardano a farsi vedere anche qui in Bolivia. Fortunatamente questi sono davvero in ottime condizioni e non ci destano alcuna perplessità. A dirla tutta a darci davvero noia è la profonda Tole Ondulè di cui la pista è completamente tempestata. Le profonde cunette di sabbia creano delle vibrazioni che potrebbero essere vinte accelerando, tuttavia oltre i 60 chilometri orari ci sembra di correre troppi rischi su questa pista che tra un ponte, una buca e dei ripidi sali e scendi è popolata anche da un discreto numero di animali selvatici che proprio non ci va di schiacciare.

Tuiuiu nel pantanal BolivianoIl Pantanal Boliviano è altrettanto bello di quello Brasiliano appena salutato. I fantastici ed enormi Tuiuiu, la cui apertura alare può raggiungere anche i due metri, ci mostrano spesso i loro nidi su delle piante che per sorreggerli devono essere davvero enormi.

viaggio foratura gomma camionMa il viaggio è fatto di imprevisti, di cose che non ti aspetti e che vorresti anche evitare se possibile. Tuttavia questi imprevisti sono il sale del viaggio, le situazioni che si creano spesso danno luogo a nuove esperienze che meritano di essere vissute. Inutile fasciarsi la testa, disperarsi, credere che sia colpa della sfortuna. Stiamo viaggiano, spesso in luoghi remoti dove le strade come siamo abituati a conoscerle non esistono, quindi è normale che qualcosa possa succedere. E’ bello cercare di essere preparati, se non tecnicamente, almeno mentalmente. Affrontare con la testa sbagliata una situazione già di per se difficile non aiuterebbe certo a risolvere il problema.
Così abbiamo forato di nuovo, e guarda caso anche questa volta nel bel mezzo del nulla, più o meno a metà dei nostri 400 chilometri di pista. Ci sta!

riparazione gomma overland travelManca circa un ora al tramonto, gli uccelli cambiano il loro canto, migliaia di battiti di ali attorno a noi ci fanno ben intendere che siamo noi gli intrusi in casa loro. Fortunatamente siamo riusciti a parcheggiare il camion fuori dalla strada, o meglio a fianco all’unico ponte che aveva un bypass. Ci mettiamo al lavoro sulla ruota, sapendo che poi passeremo la notte qui. E’ l’ultima ruota di scorta che ci rimane, l’altra gomma è ancora quella che abbiamo distrutto nel Pantanal del Sud e che per ora non siamo riusciti a sostituire. Sappiamo bene quindi che non possiamo permetterci un’altra foratura, altrimenti saremmo costretti a tentare una riparazione on the road, cosa che preferiremmo evitare…

gomma pirelli per camion overlandLa notte scorre tranquilla, la nostra ruota di scorta è pronta a percorrere dei chilometri e noi siamo carichi di entusiasmo al fine di cercare di raggiungere una comunità di contadini che si trova a circa 30 chilometri da dove siamo noi. Li speriamo di poter riparare la gomma, in modo da stare più tranquilli fino a San Ignacio, che dista ancora circa 200 chilometri.

foresta in bolivia viaggio

La foresta che ci ha tenuto compagnia durante la notte sembra averci protetto a dovere. Abbiamo sentito passare un paio di camion nella notte, poi null’altro. Come traffico tutto sommato non è stato male, nella notte spesa lungo il percorso del Pantanal del Sud non era passato nessuno!

campeggio in bolivia on the roadIniziamo la giornata ad andatura lenta, naturalmente vogliamo evitare problemi nei prossimi trenta chilometri. Così con serenità raggiungiamo la piccola comunità di contadini dove fortunatamente si trova anche la piccola bottega di un gommista. Qui non troviamo molti più attrezzi di quelli che ci portiamo dietro, di fatti il gentile signore che ci darà una mano ci chiede se possiamo vendergli la nostra cassetta. Tuttavia troviamo le mani esperte di qualcuno che da anni lavora su copertoni di moto, auto e trattori. Sicuramente questo è quello di cui abbiamo bisogno.

tyre repair bolivia adventure travelLa curiosità è tanta: perché abbiamo forato ancora? Il signore ci da la stessa risposta dei precedenti gommisti, ovvero che il gommista precedente ha fatto un lavoro fatto male. In questo caso la colpa sarebbe stata della protezione che viene posta tra cerchio e camera d’aria, in pratica il nostro amico Boliviano sosteneva che questa fosse stata montata male. Poi però troviamo dello sporco nel copertone, allora forse la teoria cambia. In pratica nessun chiodo sembra aver creato quel piccolo buchino sul fianco della nostra camera d’aria.

tyre change in boliviaTerminato il lavoro, riparando la camera d’aria con pezzi di una vecchia, ci mettiamo nuovamente lungo la pista. Questa si immerge nuovamente nella foresta, e da qui a San Ignazio incontreremo solo un’altra comunità di contadini. Tuttavia siamo stati particolarmente fortunati, perché che questa non aveva il proprio gommista!

bolivia forest travelRaggiungeremo San Ignacio in serata e qui troveremo anche il distributore di carburante. Questa sarà una storia a parte, ma sappiate che in Bolivia il costo del Diesel è di circa 50 centesimi al litro…. per i locali….. per i turisti il triplo! Fortunatamente vige la regola che le taniche possono essere riempite al prezzo locale, quindi dovremo metterci al lavoro. Ma ne vale la pena!

san ignacio bolivia travel

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2 comments

  1. Ciao! Ma non esistono le mousse per il camion?!? 😀 😀

    P.s
    Mettete un avanzamento del tracciato sulla cartina! 🙂

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