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Fray Bentos – Museum of the Industrial Revolution

Viaggiando verso Nord, poco distante dalla città di Mercedes e situato sulle rive del rio Uruguay, si può ammirare il paesaggio dell’ex-Frgorifico ANGLO. Questo incredibile sito industriale porta con se, perfettamente conservata, un’interessante storia internazionale che ha contribuito a farlo rientrare nel 2015 nella lista dei patrimoni dell’umanità riconosciuti dall’Unesco.

La storia di questo sito ha inizio nella seconda metà dell’800, quando l’azienda tedesca Liebigs installò qui a Fray Bentos un impianto di produzione di estratto di carne. La ricetta dell’estratto, la cui invenzione si deve al chimico Justus von Liebig diede anche il via alla prodizione delle scatole di Corned Beaf, il cui ottenimento è un derivato dallo stesso ciclo produttivo. Successivamente l’impianto fu dotato di un sistema di congelamento della carne, il che ne aumentava notevolmente le possibilità produttive.

Al fine di far funzionare l’impianto frigorifero della fabbrica vennero installati dei motori a vapore in grado di generare energia. Questo fece si che Fray Bentos fu la prima città Uruguayana in cui si accesero le lampadine elettriche.
Nel 1924, l’industria passò nelle mani degli Inglesi, che cambiarono anche il suo nome in ANGLO. Le scatole di Corned Beaf diverranno il vero businness per l’azienda, queste essendo anche di dimensioni adeguate, diverranno razioni di cibo per i militari in entrambe le guerre mondiali. Durante questo periodo il marchio Fray Bentos sarà conosciuto in tutto il mondo.

L’azienda era dotata di un porto sul fiume Uruguay che veniva utilizzato per l’esportazione diretta dei prodotti. Interessante scoprire che i motori a vapore che alimentavano l’indutria venivano attivati bruciando carbone inglese dato che in Uruguay questo non era presente. Questo veniva caricato sulla stessa nave che nel viaggio di andata per l’Europa aveva trasportato le casse contenenti scatole di Corned Beaf.

L’impianto di Fray Bentos, nel momento del suo culmine di produttività, impiegava circa 5000 lavoratori provenienti da tutte le parti del mondo e naturalmente non mancavano gli Italiani.
La lavorazione in quel periodo poteva arrivare a circa 400 mucche all’ora, infatti nel solo 1943 si calcola che circa 16 milioni di scatole di Corned Beaf siano state esportate nella sola Europa.

La popolarità di Fray Bentos in quel periodo fu tale che venne soprannominata la cucina del mondo.
L’azienda, di vitale importanza per l’intera regione e per tutto l’Uruguay, durante gli anni di maggiore produzione aveva contribuito a far valere la moneta Uruguayana più del Dollaro Americano.
Il Frigorifico ANGLO fu chiuso nel 1979, dopo che fu riscontrata la contaminazione di alcune lattine di carne. Questo evento fu l’inizio del deteriorarsi della sua immagine. Il Marchio Fray Bentos sopravvive ancora oggi, le scatole di Corned Beaf vengono prodotte in Scozia e principalmente vendute in Inghilterra.

La visita all’impianto è davvero emozionante, si inizia con un museo dove vengono mostrati in modo molto ordinato e comprensibile (nonostante sia tutto in Spagnolo) importanti reperti e documenti. E’ poi possibile visionare dei filmati tra cui molto emozionanti quelli che contengono delle interviste a degli anziani lavoratori della fabbrica ANGLO.

Quando si passa al giro turistico dello stabilimento di rimane impressionati prima di tutto dalla visita della sala macchine. L’incredibile conservazione degli enormi motori alimentati a vapore rendono perfettamente l’idea dell’importanza data dalla storia dell’innovazione industriale e teconologica presente in questo sito. La sala di controllo, in cui sono ancora presenti le apparecchiature elettriche, i manometri e tutti gli strumenti preposti alla sorveglianza dell’impianto, sono collocati in fila davanti ad un muro di cui l’intonaco mostra ancora i colori originali. Passeggiare in queste stanze trasmette al visitatore la sensazione di trovarsi in un altro tempo.

Si passa poi ad altri padiglioni dell’indutria, la sezione di sterilizzazione, quella di inscatolamento, e naturalmente una delle più forti dal punto di vista emozionale che è quella in cui venivano processati gli animali e in cui si dava il via alla filiera di inscatolamento.

Si passeggia a bocca aperta tra i macchinari che sembrano essersi fermati all’improvviso, senza che nessuno abbia avuto il tempo di portarli via, di impacchettarli per essere riciclati come ferro vecchio.

Abbiamo chiesto alla nostra guida come questo sia stato possibile e la spiegazione ci ha lasciato sorpresi, ma tutto sommato non stupiti. I cittadini di Fray Bentos tenevano molto alla “loro” industria ANGLO, praticamente tutti gli abitanti di allora lavoravano per la fabbrica e quelli di oggi hanno un qualche collegamento con la stessa. I lavoratori della fabbrica erano come una grande famiglia, lavoravano duramente, i turni erano sulle 24 ore, ma vi era un grande rispetto e un grande senso di cameratismo tra loro. La vicinanza emozionale della popolazione con questa fabbrica, che ha garantito alle generazioni passate il lavoro è quindi il reale motivo per cui non è stata ne saccheggiata ne smembrata dopo che è stata chiusa. Questa è una grande fortuna perchè dieci anni fa ha potuto aprire questo museo e successivamente è arrivato il riconoscimento dell’Unesco. Oggi la fabbrica torna ad essere sotto un’altra forma fonte di lavoro per l’intero paese.

La visita termina con l’ingresso in quelli che una volta erano gli uffici amministrativi. Un’ampia stanza ammobiliata con tutto l’arredamento originale dell’epoca. Anche il lavoro degli impiegati non doveva essere semplice, ore passate a battere fogli a macchina con in sottofondo il continuo rumore di quella che era la timbratrice delle presenze. Di particolare interesse la storia di un impiegato che qui ha prestato servizio per quaranta anni, di corporatura massiccia e sempre seduto allo stesso posto per tutta la durata del suo impiego ha lasciato il suo segno sul pavimento.

L’ingresso al Museo della Rivoluzione Industriale è possibile solo attraverso una visita guidata dal Martedì alla Domenica. L’igresso è gratuito il Martedì, mentre ha un costo di 120 Pesos nei giorni restanti. L’esterno della fabbrica è di fatto un enorme parco, alcuni vecchi padiglioni dell’azienda e quelle che erano le case dei lavoratori, sono stati adibiti a sede di un istituto di ricerca tecnologico.
Il parco invece, popolato da cavalli al pascolo e affacciato su una bella spaiggia che diviene poi scogliera, è un paradiso di tranquillita.

Per chi come noi si muove in Camper è possibile pernottare gratuitamente nel parco, proprio affacciati sulla spiaggia.

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