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Centro Assunta di Joal Fadiouth

Il villaggio di Joal e quello di Fadiouth sono molto caratteristici e meritano quindi una visita da parte dei viaggiatori che si trovassero da queste parti. Fadiouth è un villaggio particolare per molti aspetti, tra questi vi è il fatto che qui la presenza di cristiani supera di 90 a 10 quella dei Mussulmani, è infatti presente al centro del villaggio una grande e bella chiesa. La riserva naturale del delta del Saloum, in cui si trovano Joal e Fadiouth non sono molto sfruttati turisticamente quindi mancano delle strutture ricettive in grado di ospitare chi, come noi, si muove a bordo della propria casa mobile.

A due passi dal ponte di legno che attraversa il mare e che collega Joal a Fadiouth abbiamo trovato un cartello indicante il Centro Assunta di Joal Fadiouth, una missione gestita da tre suore Francescane e che si occupa dell’istruzione e dell’introduzione al lavoro delle giovani donne Senegalesi. Avendo notato da fuori il loro bellissimo giardino ci siamo detti, perchè non provare a chidere ospitalità? E’ così che imbocchiamo il piccolo viale alberato che conduce direttamente al cancello di accesso, dove, con grande sorpresa, vediamo un camper 4×4 tranquillamente parcheggiato. La vista di questo veicolo non ci soprende tanto per via del fatto che si trova qui, ma piuttosto perchè è il primo che vediamo da qualche settimana a questa parte. Entriamo nel giardino e, non vedendo nessuno, proviamo ad avvicinarci alla costruzione che si trova alla fine del giardino. Sentiamo delle voci provenire dal primo piano, così proviamo a salire le scale e dietro una porta incontriamo una lunga tavolata con una decina di donne intente a mangiare. Veniamo accolti con un grande saluto e naturalmete l’offerta di fermarsi subito a mangiare con loro. Spieghiamo che avremmo bisogno di un luogo dove sostare e naturalmente ci rispondono che il giardino è a nostra disposizione. Suor Georgette, una giovane donna che parla anche un po’ di Italiano abbandona il tavolo e scende per vedere dove farci parcheggiare. Sorride quando vede la nostra casa mobile: “è grandissima!!” dice. Ci consiglia di parcheggiare all’ombra di un grosso albero prorpio dietro al camper di quelli che scopriamo essere una coppia di Spagnoli fermi qui da circa quattro mesi. Seguiamo il suo suggerimento anche se per parcheggiare Valentino sotto l’albero è necessaria qualche manovra. Ben presto ci accorgiamo che quella che sembrava essere uno strato di sabbia compatta in realtà è fine sabbia di mare. La nostra casa mobile si ritrova quindi in pochi secondi completamente affondata nel letto di sabbia. Suor Georgette è talmente dispiaciuta che fatica a trovar le parole per scusarsi, difficile farle capire che non c’è nessun problema e che in qualche minuto saremo tranquillamente parcheggiati. Di fatto ci vorrà circa una mezz’ora di lavoro e le piastre da sabbia per uscire da quel buco, ma alla fine troveremo il nostro fantastico posto in questo angolo di paradiso.

Sistemati in quella che sembra essere una piazzola di un campeggio europeo iniziamo a capire meglio dove ci troviamo. Il centro Assunta è di fatto una scuola per giovani donne, qui possono accedere ragazze dai 15 a 20 anni per iniziare un percorso di istruzione che contempla sia materie pratiche, come cucina, cucito, pasticceria, uncinetto, tintura stoffe e cosmetica, ma anche didattiche come Francese e farmacologia. Il centro introduce anche alle ragazze argomenti d’informazione relativa alla vita coniugale che per la maggiorparte di queste diverrà presto realtà. Interessati a capire di più su questo posto chiediamo a Suor Georgette se sia possibile visitare il centro, il Sabato le ragazze non ci sono e quindi c’è anche la possibilità di entrare senza disturbare le lezioni in corso.

Scopriamo subito che qui si svolge anche un’attività di istruzione per alcune ragazze che intendono iniziare la vita religiosa. Si tratta di un percorso completamente differente rispetto a quello praticato dalle ragazze che invece frequentano il corso di tre anni di cui parlavamo. Ad esempio ad oggi qui ci sono tre ragazze intente a prendere i primi voti che si fermeranno in questo centro per circa tre anni, dopodichè, dopo aver superato degli esami, si sposteranno in altre missioni in Burkina Faso, dove studieranno e lavoreranno altri due anni. Suor Georgette si occupa in primo luogo di seguire questo aspetto del centro, ma parlando un po’ di Italiano è lei che ci conduce all’interno spiegandoci anche i dettagli del corso non religioso.

La premessa che va fatta è che le ragazze che frequentano questo centro provengono da realtà molto povere e dove le possibilità di lavoro sono relamente poche. Il programma è molto fitto, e i risultati sono davvero interessanti visto quanto abbiamo avuto modo di ammirare e gustare. Le ragazze apprendono in tre anni differenti livelli di compentenza in materie che hanno lo scopo di introdurle si al lavoro, ma anche alla vita sociale e coniugale. Questo aspetto è molto interessante perchè tra le prime domande che ci sono venute in mente vi è stata: “Ma le mamme di queste ragazze perchè non insegnano loro per prime queste cose alle loro figlie?” La risposta di suor Georgette ci ha lasciato realmente stupiti perchè è stata: “alle famglie non interessa, non lo fanno lasciando figli e figlie al destino”.

Ci interessa anche sapere se tutte le ragazze terminano i tre anni di corso e anche in questo caso veniamo a scoprire una relatà molto interessante e che sicuramente caratterizza questa e altre regioni di questo paese. Suor Georgette ci spiega che generalmente tutte le ragazze frequentano i primi due anni, poi capita molto spesso che si sposino e che quindi abbandonino il loro percorso. Questo normalmente per volere dei mariti che preferiscono averle in casa. Nonostante il centro sia gestito da Suore cattoliche ai corsi partecipano anche ragazze mussulmane e Suor Georgette ci dice che prevalentemente sono queste ad abbandonare i corsi per prime.

Le suore ci spiegano che molto spesso organizzano delle lezioni specifiche per le ragazze al fine di insegnare loro il significato – e la realtà – della vita coniugale. Lo scopo di queste lezioni è prepararle al cambio di stile di vita e magari cercare di farle riflettere sull’importanza di avere un titolo di studio (come quello rilasciato dal centro) prima di dedicarsi al prioprio marito. Mentre Suor Georgette ci racconta queste cose ci pare di cogliere nella sua voce una certo dispiacere per la situazione di molte di queste giovani ragazze. Ci dice che alcune più fortunate hanno trovato un marito che in qualche modo ha acconsentito a farle finire gli studi anche dopo il matrimonio, ma sono casi molto rari.

Continuando a chiacchierare con le suore ci sono tante le cose che emergono a riguardo della realtà di questi luoghi, non meno importante la differente situazione di scolarizzazione delle loro alieve. Anche qui veniamo a conoscenza di differenze tra famiglie cristiane e mussulmane dove comunque da entrambe capita che arrivino ragazze che hanno interrotto la scuola e che quindi si ritrovano con problemi nella lettura dei libri di ricette. Le ragazze mussulmane che provengono invece dalla scuola coranica non hanno studiato il Francese, ma solo l’Arabo e quindi hanno anche in questo caso grandi problemi con la lettura. In questo caso incrociamo le parole di Suor Georgette con quanto siamo venuti a conoscere da un amico Senegalese che ci ha ospitato per qualche giorno a Dakar, anche lui ci spiegava quanto sia fondamentale conoscere il Francese per avere un lavoro dignitoso, chi invece conosce solo la lingua locale, il Wolof, è destinato a fare lavori poco pagati e sopratutto in pessime condizioni. Per sopperire a queste mancanze di alfabetizzazione le tre Suore hanno inserito tra le materie di studio anche il Francese. Questo viene insegnato da un volontario di Joal che regala 8 ore alla settimana del suo tempo a questo centro.

Tra i prodotti confezionati dalle ragazze ci sono delle ottime marmellate di mango e di zenzero. Delle caramelle preparate con il frutto del baobab e naturalmente non possono mancare le creme e saponi al caritè di cui il Senegal è grande produttore. Le ragazze imparano ad utilizzare dei forni casalinghi per preparare dolci e pietanze, va ricordato che in questa regione del Senegal l’energia elettrica non arriva in tutte le case e che normalmente tutto viene preparato su braci – spesso comuni – al villaggio. Vengono preparati couscous con farina di fagioli, succhi di frutta e sciroppi. Ci sono stoffe tinte con la tecnica del batik e con cui vengono confezionate tovaglie, vestiti, camice. Le stesse stoffe vengono decorate con lavori fatti all’uncinetto che impreziosiscono anche centri tavola, borse e tende.

Naturalmente per il nostro soggiorno nel loro giardino non ci è stata fatta nessuna richiesta, nonostante ci sia stato anche offerto l’uso del bagno e della cucina. Lo avevamo deto che era un vero paradiso per dei viaggiatori come noi. Tutti qui sono i ben venuti e troveranno sicuramente grande ospitalità da parte di questa simpatica comunità religiosa. Se vi capita di passare da queste parti passate una notte al centro Assunta e magari lasciate un piccolo contributo per aiutarle nel loro fantastico lavoro.

Coordinate GPS del Centro Assunta di Joal Fadiouth : N14° 9.213, W 16° 49.838

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