Home / Blog / Ingresso in Mauritania

Ingresso in Mauritania

Fermi al fresco sulla spiaggia di Dakhla in Sahara Occidentale indugiamo qualche istante sulla mappa del mondo che abbiamo appeso davanti al letto della nostra casa a quattro ruote. Ci appare evidente quanto sia vicina la Mauritania con il suo mare di sabbia e l’incontaminata spiaggia percorribile in fuoristrada. Visto che siamo qui a due passi non sarebbe male andare a dare uno sguardo anche a questo paese, ma non abbiamo i visti ne tantomeno ci siamo preoccupati di capire come fare per ottenerli prima del nostro arrivo qui.

Fortunatamente in Marocco la connessione ad Internet oltre ad essere molto economica è anche di ottima qualità, così, comodamente seduti sulla spiaggia iniziamo a cercare informazioni.
Capiamo in breve che da un po’ di tempo a questa parte il costo del visto è diminuito passando da 110 euro a 55. Per noi questa è un ottima notizia inisieme al fatto che il visto è ottenibile direttamente in frontiera (diversamente da quanto viene indicato dal sito della Farnesina, che daltronde siamo abbastanza abituati a prendere poco in considerazione dato che contiene informazioni non aggiornate e eccessivamente allarmistiche).
Decidiamo quindi di prendere la direzione Sud e recarci a Guerguerat, posto di frontiera tra Sahara Occidentale e Marocco, ma prima riempiamo per bene i serbatoi dato che qui paghiamo il diesel circa 60 centesimi al litro, mentre in Mauritania il suo costo si aggira attorno all’euro. La strada asfaltata che da Dakhla si dirige verso il confine passa attraverso il tropico del Cancro, segnalato esclusivamente da un cartello quasi nascosto.

Le pietre miliari che da centinaia di chilometri ci accompagnano segnano come ultimo luogo appartenente al West Sahara il villaggio di Logouria. Andando a guardare la mappa in realtà si capisce bene che questo sia un luogo un po’ particolare dato che si trova sulla penisola di Nouadhibou in piena terra contesa dal fronte polisario. Ma conosciamo bene la situazione di questo territorio e quindi ci facciamo poche domande a riguardo.
La strada, che scorre quasi sempre vicino alle scogliere di tanto in tanto lascia spazio a qualche fantastica ed incontaminata spiaggia che non manchiamo di perlustrare con gli occhi del nostro obiettivo.

Il nastro d’asfalto diventa sempre più logoro, ma sopratutto stretto per il nostro Valentino in occasione degli incontri con gli altri camion che procedono nella direzione opposta. Vediamo procedere in direzione Nord diversi camion frigoriferi, e a pochi chilometri dal confine iniziamo anche a vedere delle macchine con targa Mauritana. Prestiamo molta attenzione alla temperatura esterna accorgendoci quanto sia elevata la variazione quando ci si allontana dall’Oceano appena di qualche chilometro. Per questo quando arriviamo a Bir Gandouz, dove si trova l’albergo Barbas che diventa una tappa molto frequente per i viaggiatori diretti a Sud, optiamo per una deviazione che ci porterà direttamente sulla spiaggia. Una quindicina di chilometri di pista ci conducono in un luogo paradisiaco, un piccolo villaggio di pescatori che ci accoglie con la sua spiaggia di sabbia bianca incastonata in un aspra scogliera. Il luogo ideale per passare la notte prima di dirigersi alla frontiera.

Pochi chilometri di deserto ci separano ancora dal confine che di fatto si presenta a noi quasi d’improvviso con una lunga fila di camion in attesa di passare i controlli doganali. Proviamo a tagliare un po’ accodandoci a qualche macchina Marocchina diretta a Sud e così ci troviamo in davvero poco tempo davanti ai militari Marocchini.
Le pratiche per l’uscita sono semplicissime, come sempre qui in Marocco, Valentino viene sottoposto alla scannerizzazione. Questo processo, davvero un po’ lento rallenta la nostra uscita che avviene quindi dopo circa tre ore.
Entriamo nella famigerata terra di nessuno tra Marocco e Mauritania trovando i primi tre chilometri dei cinque totali perfettamente asfaltati. Capiremo più tardi che questi lavori sono stati fatti in collaborazione con l’ONU ma non senza qualche contrasto con il fronte Polisario, che come dicevamo prima, reclama questa terra come facente parte del suo territorio. Finito l’asfalto ecco iniziare la pista, davvero malmessa che conduce fino al posto di frontiera Mauritano. Le innumerevoli carcasse di automobile che aggiriamo lungo la pista trasmettono una sensazione un po’ inquitante, ma d’altronde siamo nel bel mezzo di un territorio dove gli scambi e i contrabbandi di ogni genere sono stati per anni famosi in tutto il Nord Africa, ci pare quindi meglio del previsto questa situazione. I cartelli delle mine sono distanti dal tracciato che è ben visibile e marcato, è quindi totalmente sicuro percorrere questa porzione di territorio nonostante le tantissime notizie vere e non vere che leggiamo un po’ ovunque. Insomma, basta non cercarsi i problemi.

Arrivati davanti ai militari Mauritani siamo “normalmente” assaliti dai vari fixer che tentano di dare il loro contributo al nostro passaggio doganale in cambio di qualche spicciolo. Dobbiamo dire che in questo caso è davvero praticamente impossibile sottrarsi a questo modo di fare, dato che fixer e polizia lavorano a stretto contatto. Affidiamo così i nostri documenti ad uno di questi, che in davvero poco tempo e – dobbiamo ammettere – con una parvenza di professionalità, ci accompagna in tutto il processo burocratico che consta nei seguenti passi: Polizia, Visto (foto fatta direttamente in loco), dogana ed assicurazione. In pratica scenderemo dal camion solo per fare la foto per il visto. Il fixer alla fine ci nostri documenti ben compilati e in ordine con anche alcune fotocopie dei nostri passaporti che diventeranno le fiches da consegnare ai militari lungo la strada (come accaduto in west-sahara). Pagheremo per il suo servizio cinque euro e in circa due ore (compresa attesa di circa trenta minuti per pausa pranzo) saremo in territorio Mauritano.

About smontic

Check Also

6 Mesi on the road

Avevamo lasciato il nostro precedente racconto di viaggio a quando, circa due mesi fa, ci …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *