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La Cathedrale Imsfrane (Rochers)

Guardando la carta stradale Michelin, quella da cui non ci separiamo mai, si nota un punto d’interesse panoramico chiamato “la Cathedrale Rochers” situato appena al disotto della catena montuosa dell’ M’Goun che con una vetta di oltre 4000 metri risulta essere tra le montagne più alte del Marocco. La cosa ci attira molto, ci troviamo beatamente parcheggiati sulla riva del Lago Bin El Ouidane e questo luogo non sembra molto distante.

Assopiti all’ombra di altissimi pini cerchiamo qualche informazione relativa alla strada che conduce alla montagna e dal punto dove ci troviamo non sembrano esserci molte alternative, dobbiamo proseguire sulla strada R306 fino a Ouaouzeght e poi prendere la R302 che continua a costeggiare il lago sul suo fronte Nord per poi lasciarlo in direzione delle montagne. Fin qui non sembrano esserci problemi, il dubbio che abbiamo è quasi sempre il solito: ci passeremo? Il problema più grosso potrebbe essere oltre Ouaouzeght, la strada che dovremmo prendere conduce a Tiloguite e poi dalla nostra carta viene indicata come traccia secondaria, le classiche direttrici che possono essere sia larghe come autostrade che piste di montagna in pessime condizioni. Dobbiamo avere qualche informazione aggiuntiva visto che non ci piace molto l’idea di farci in retromarcia 40 km di tornanti.

Bin El Ouidane Lake Morocco

Facendo due passi intorno al lago incontriamo un pescatore al quale, oltre ad un paio di pesci da cucinare la sera, chiediamo informazioni. Fortunatamente conosce bene la strada e ci da delle indicazioni molto precise, il verdetto è comunque positivo: “Le camion ça passe!”. Siamo abbastanza abituati a questa frase, normalmente qui in Marocco i camion vanno veramente ovunque, il problema è che la maggior parte di questi non sono ne larghi e ne lunghi come il nostro povero Valentino. Il personaggio comunque ci ispira fiducia, sembra sapere ciò che dice e sopratutto mentre lo fa osserva la nostra casa a quattro ruote con sguardo sicuro e deciso: “Le camion ça passe!”.

La sera cucineremo il pesce di lago e con estremo piacere ce lo gusteremo con una delle ultime bottiglie di vino bianco che ci siamo portati dall’Italia. E’ un regalo che ci siamo concessi prima della partenza, quando sarà finito difficilmente ci potremo permettere un nuovo rifornimento. Pazienza, almeno ogni sorso avrà un gusto differente, un gusto Gran Riserva.

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Visto che abbiamo tempo Lucia cucina anche dei buonissimi biscotti in padella, saranno utili per le colazioni dei prossimi giorni.

La mattina successiva ci mettiamo in marcia come al solito, ovvero quando il nostro ritmo biologico ce lo concede, senza fretta, senza una meta prescelta per la sera successiva. Abbiamo una sola certezza, ci mancherà questo bel posto che ci ha accolto in tutta la sua semplicità e magnificenza per oltre tre giorni.

I primi chilometri di R302 sembrano essere decisamente alla nostra portata, il pescatore sapeva ciò che diceva, la strada tutta tornanti sale in quota costeggiando sempre il lago. Nonostante i tanti tornanti e i continui passaggi tra un’altura e l’altra il lago sembra sempre fare capolino sul nostro orizzonte donandoci ogni volta un nuovo punto di vista che merita una sosta fotografica.

Improvvisamente la strada devia, prende la direzione delle montagne e si lascia il lago alle spalle. Il paesaggio muta facendosi più rosso e vivo e lungo le rive dei torrenti spuntano le prime abitazioni di agricoltori quasi sempre accompagnate da interessanti costruzioni fortificate, probabilmente antichi granai.

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Continuiamo a salire di quota, oltre i 1300 metri la tortuosa strada di montagna ci conduce nel bel mezzo di un nuovo paesaggio, prima un verdeggiante alpeggio dove capre e pecore pascolano serenamente. Queste sono sempre ben sorvegliate dai pastori che le tengono d’occhio dalle rocce più alte, seduti a sorseggiare tazze di classico tea zuccherato. Poi qualche curva, un nuovo paesaggio appena più basso di quota, si entra in un bosco via via più fitto e – finalmente – da lontano si osserva per la prima volta la roccia della Cattedrale in tutta la sua imponenza. Siamo ancora distanti però e da qui la montagna non mostra la faccia che abbiamo visto nelle fotografie, ci sembra diversa tant’è che cerchiamo di capire più e più volte se sia effettivamente quella. Questo significa che dobbiamo fare ancora un po’ di strada. Appena lo pensiamo ecco che la strada asfaltata finisce, siamo a Tiloguite, un piccolo villaggio dove la gente è indaffarata a far scambi al marcato. La piazza è piena di furgoncini, asini, muli, donne con ceste di vimini sulle spalle e bambini che giocano nei modi più disparati. Tutto è avvolto dalla polvere tipica di questi posti, quella classica cortina di fumo che spesso si mischia con le nubi prodotte dalle griglie che cuociono Tajine e Brochette. Questo posto sembra fuori dal mondo, ci si chiede come sempre: perché deve esistere un villaggio qui? Fatichiamo ancora a comprendere le dinamiche della vita sull’Atlante, villaggi di tre o quatto case incastonate su alture apparentemente irraggiungibili fanno fatica ad entrare nella nostra concezione di “possibile”. Poi guardando bene, osservando i campi coltivati e irrigati con l’ausilio di canali che recepiscono l’acqua da crepe nelle rocce, i pastori che si muovono sapientemente a dorso di mulo trasportando frumento e foraggio, ammirando le piccole tracce e i sentieri che si arrampicano in modo intricato tra le pareti delle montagne ci sembra tutto più chiaro. Ci troviamo in quello che è il mercato dell’intera regione, il luogo in cui chi vive tra le montagne viene a vendere i propri prodotti e a comprare ciò che gli serve. Non potrebbe non esistere questo posto. Inizia la pista.

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Guardando il nostro GPS capiamo che mancano circa 12/15 chilometri al punto dove la Cattedrale mostra la sua fiera facciata, pochi? Tanti? Ricordiamoci le parole del nostro mentore pescatore: “Le camion ça passe” e quindi …. Proseguiamo fino a quando entriamo nel territorio del parco del Temga. Riserva ben segnalata dove troviamo anche una mappa della regione. Bene direte voi, ora tutto sarà più chiaro, peccato che il cartellone sia completamente sbiadito, l’unica cosa che riusciamo a leggere è: Vous ete ici”. Dove? Non si sa. Ma noi abbiamo le nostre certezze, quindi non ci interessa realmente capire dove siamo. Ciò che sappiamo è che qui la pista si stringe nel bosco e costeggia la montagna che tiene stretta a se il letto del fiume. Capiamo subito che ci troviamo in un territorio pressoché incontaminato tant’è che non vi sono strutture ricettive che possano accogliere turisti. Comunque per ora Valentino a parte qualche ramo di troppo si trova pienamente a suo agio in questo territorio, ci sembra quasi contento di poter esplorare insieme a noi questa splendida valle silenziosa.

Cathedrale Rochers GPS

Due curve, qualche passaggio più stretto causato dal letto del fiume che si è mangiato letteralmente la pista ed eccoci davanti ad una montagna che sembra scolpita dalle sapienti mani di uno scultore. Questa immensa montagna con il greto del fiume Anshal che gli fa da sagrato svetta per oltre 600 metri creando una forma decisamente somigliante a quella di una cattedrale. La sua vetta ad oltre 1800 metri s.l.m. sembra irraggiungibile da qui, tuttavia abbiamo capito che da dietro esiste un sentiero che in circa un paio d’ore di camminata conduce chi avesse voglia di passeggiare al punto più alto.

Non dobbiamo faticare molto per trovare un luogo dove passare la notte, ci basta lasciare la nostra casa dove l’abbiamo parcheggiata, ovvero sul letto del fiume con una bella pianta ad ombreggiare il nostro ingresso. La finestra della nostra stanza da pranzo ha naturalmente una vista privilegiata sulla bellissima montagna. Avere la possibilità di approfittare di questa eccezionale esperienza di vita a quattro ruote significa anche questo, avere il proprio appartamento posizionato nei luoghi più belli del pianeta per quanto tempo lo si desidera.Ait BogoumezIl giorno successivo decideremo di proseguire per la R302 in direzione della valle di Ait Bogoumez, ma questa è un’altra storia….

 

 

 

 

 

 

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