Portapacchi

Lo spazio non è mai troppo, anzi, è sempre troppo poco. Per questo motivo abbiamo deciso di costruire un portapacchi anteriore molto simile a quello che avevamo già testato sul nostro Kamillo.

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Abbiamo da subito pensato che il portapacchi doveva essere sufficientemente robusto da consentire lo stivaggio di tre casse di alluminio dentro le quali pensiamo di riporre le cose meno utilizzate.

Sul portapacchi troveranno le videocamere per la sorveglianza, l’antenna necessaria per captare i segnali WiFi gratuiti che durante il nostro viaggio ci consentiranno di tenerci in contatto con Internet e per finire anche la parabola satellitare .

Costruttivamente abbiamo deciso di utilizzare una tecnica mista, viti/saldatura. La nostra esperienza con Kamillo ci ha portato infatti a capire che il portapacchi, essendo stressato da forze e tensioni in diverse direzioni, debba essere sufficientemente elastico da assorbirle. Va anche detto che nel caso di Valentino questo dovrà sostenere un peso di non oltre 200 Kg pur essendo progettato per sopportare un carico ben superiore. Questo perché non sappiamo quali esigenze avremo in futuro e quindi avere la possibilità di maltrattare la nostra costruzione ci potrebbe tornare utile.

simo-portapacchi-saldatore

Uno degli elementi più complicati della costruzione del portapacchi è stato realizzare le curve sui montanti laterali. Per ottenere dei pezzi identici a quelli del progetto che avevamo disegnato al computer abbiamo prima di tutto costruito delle dime in legno. Queste sono poi state utilizzate nelle fasi della piegatura dei profilati 60×60 dello spessore di 2 mm. Le pieghe sono state ottenute intagliando un tassello (tre lati) nel montante, lasciando uno dei quattro lati intero e quindi utilizzato per la piegatura.

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Le piastre di sostegno dei montanti anteriore e posteriore sono state realizzate con un piatto di acciaio inox dello spessore di 10 mm. Le piastre anteriori dovevano essere realizzate con un angolo di circa 30 gradi, quindi per la piegatura è stato necessario intagliarle e dopo sagomarle con un bel po di martellate per ottenere la curva desiderata. Terminato il lavoro di piegatura sono state risaldate.

E’ arrivato poi il momento di forare la piastra di acciaio e qui sono iniziati dolori. Creare decine di fori su piastre di acciaio di 1 cm di spessore non è stato ne facile ne veloce. Abbiamo acquistato un po’ di punte dedicate all’inox e ci siamo messi di impegno. Il risultato sembra piacevole all’occhio oltre che apparire robusto. Speriamo.

saldatura

Installati provvisoriamente tutti i montati è arrivato il momento di costruire il pianale di carico. Come detto questo doveva essere avvitato ai montanti per creare l’effetto elastico della struttura. Costruire il tutto basandosi solamente sui progetti su carta poteva presentare qualche rischio, quindi è stato necessario creare il pezzo direttamente in sede utilizzando dei punti di saldatura provvisori.

montanti-valentino-portapacchi

Anche per costruire i supporti di acciaio abbiamo utilizzato delle dime, in questo caso di alluminio (vedete sopra la foto). Queste piastre provvisorie dovevano essere sufficientemente robuste da sostenere il profilato laterale, ma anche abbastanza malleabili in modo da poter essere piegate a misura senza ricorrere a strumenti di cui non disponevamo. Come potete vedere dalla fotografia precedente abbiamo realizzato due piastre di supporto anteriori per lato, la prima con tre fori da 8mm la seconda con 2. Sul montante, all’altezza della piegatura è stata saldata una piastra di rinforzo su cui sono stati ricavati i fori di fissaggio.

cablaggi-portapacchi

Come dicevamo all’inizio sul portapacchi troveranno posto diverse apparecchiature elettroniche. I cavi elettrici necessari al cablaggi di tutte le apparecchiature corrono sotto al telaio di Valentino e, una volta raggiunto lo snodo anteriore del sollevamento cabina, tornano indietro seguendo il profilo della cabina stessa. Questo percorso serve a fare in modo che la cabina possa essere sollevata senza nessun ostacolo (necessario per accedere al motore). I cavi sono stati raccolti in un tubo impermeabile che poi sarà protetto posteriormente (nel tratto in salita) da un tubolare di acciaio.

portapacchi-front

Anteriormente al portapacchi troveranno posto quattro fari Hella JUMBO 220. Due di questi saranno di profondità, mentre due avranno un vetro antinebbia. I fari saranno protetti dall’intelaiatura di ferro, questo per evitare che possano essere danneggiati nei tratti fuoristrada che presentano rami esposti.

Il pianale di carico sarà infine rivestito di alluminio mandorlato, questo sia per agevolare il carico dei materiali che per consentire di essere calpestato.

alluminio-pianale

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